Newsletter N. 7 del 25.03.2013

marzo 25, 2013 scritto da ·

Avviso agli importatori per le importazioni da Israele nell’UE. Status dei prodotti degli insediamenti israeliani

Con la nota Prot. 33088/RU del 15 marzo 2013, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fa seguito alla nota 96831RU dell’8/8/2012, concernente l’avviso agli importatori in oggetto, e alla comunicazione della Direzione Centrale Accertamenti e Controlli n. 29039/RU dell’8 c.m., con cui si informa dell’aggiornamento dei codici postali degli insediamenti israeliani non ammissibili al trattamento preferenziale e si forniscono talune indicazioni di competenza, chiarendo quanto segue. Nel quadro dell’Accordo Tecnico di attuazione del protocollo 4 (sulle regole di origine) dell’Accordo Euro-Mediterraneo di Associazione UE-Israele, i prodotti delle colonie israeliane che non beneficiano del trattamento preferenziale, ai sensi dello stesso Accordo, sono quelli originari delle località individuate con il nuovo sistema israeliano di codici postali a 7 cifre (a partire dal 1° febbraio 2013) in una lista divisa in due parti (list of non-eligible locations)…

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Richiamo sulle attività preparatorie per l’attivazione  dello Sportello Unico Doganale

Con la nota Protocollo34677/RU del 18 marzo 2013, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli richiama le precedenti note Prot. 10202/RU del 23/01/2013 e 22592/RU del 22/02/2013, con le quali sono state impartite le istruzioni per la corretta indicazione della documentazione a sostegno nella casella 44 del D.A.U. Poiché il monitoraggio continuo effettuato dall’Agenzia delle Dogane sulla qualità dei dati evidenzia ancora un’altissima percentuale di errore nell’indicazione dell’identificativo delle certificazioni sanitarie/veterinarie, l’Agenzia ha ritenuto necessario disciplinare, in base alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, talune prassi operative concernenti casi particolari per il rilascio delle certificazioni in parola.Viene in proposito comunicato che è in corso l’aggiornamento dell’apposita sezione del portale. Nel fratempo, vengono fornite le seguenti regole di compilazione per i suddetti casi particolari…

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Avviso agli importatori per le importazioni da Israele nell’UE. Status dei prodotti degli insediamenti israeliani

marzo 25, 2013 scritto da ·

Con la nota Prot. 33088/RU del 15 marzo 2013, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fa seguito alla nota 96831RU dell’8/8/2012, concernente l’avviso agli importatori in oggetto, e alla comunicazione della Direzione Centrale Accertamenti e Controlli n. 29039/RU dell’8 c.m., con cui si informa dell’aggiornamento dei codici postali degli insediamenti israeliani non ammissibili al trattamento preferenziale e si forniscono talune indicazioni di competenza, chiarendo quanto segue.

Nel quadro dell’Accordo Tecnico di attuazione del protocollo 4 (sulle regole di origine) dell’Accordo Euro-Mediterraneo di Associazione UE-Israele, i prodotti delle colonie israeliane che non beneficiano del trattamento preferenziale, ai sensi dello stesso Accordo, sono quelli originari delle località individuate con il nuovo sistema israeliano di codici postali a 7 cifre (a partire dal 1° febbraio 2013) in una lista divisa in due parti (list of non-eligible locations).

Il nome e il codice postale della città, villaggio o zona industriale in cui la produzione ha avuto luogo devono essere indicati su tutte le prove di origine preferenziale rilasciate in Israele per l’esportazione verso l’UE. Se il luogo indicato si trova al di là dei confini del 1967, queste informazioni devono essere utilizzate dalle autorità doganali comunitarie per rifiutare immediatamente il trattamento tariffario preferenziale per i prodotti in questione, senza avviare la procedura di controllo a posteriori e di riscossione dei dazi doganali.

La prima parte della lista delle località (Part I) elenca i codici postali degli insediamenti situati al di là della “Linea Verde” del 1967 (confini anteriori al giugno 1967 riconosciuti a livello internazionale) e li identifica come territori non ammissibili al trattamento preferenziale; l’altra (Part II), molto più breve, elenca i codici postali delle località “borderline”, cioè zone residenziali transfrontaliere situate sui due lati della “Linea Verde” (in cui le produzioni risulterebbero comunque poco probabili).

Nel documento di lavoro per i delegati del Comitato del Codice Doganale Settore Origine (allegato alla nota in commento), la Commissione Europea (DG TAXUD) descrive in dettaglio la procedura da seguire da parte degli importatori comunitari e degli Stati membri nel caso in cui un codice postale della seconda parte dell’elenco compare su una certificazione di origine. In sintesi, laddove una prova di origine preferenziale rilasciata o compilata in Israele ai fini dell’esportazione verso l’UE riporti un codice postale di cui alla seconda parte dell’elenco, gli importatori sono invitati a consultare l’Ufficio delle dogane dove intendono presentare la dichiarazione per l’immissione in libera pratica. Con l’occasione devono fornire il codice postale e l’indirizzo esatto (via e numero civico) del luogo che figura sulla prova dell’origine ai fini della verifica dell’esatta posizione – e dell’ammissibilità al trattamento preferenziale – del luogo di produzione conferente lo status originario.

L’Ufficio delle dogane competente avrà cura di informare la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Dogane della richiesta di verifica dell’ubicazione dell’insediamento produttivo con una nota che l’Agenzia invierà poi ai servizi della Commissione Europea (TAXUD-UNIT-B3@ec.europa.eu), per il successivo inoltro alla delegazione dell’Unione europea a Tel Aviv. L’esito della verifica, una volta acquisito da questa Direzione Centrale per il tramite dei servizi della Commissione (nel termine di circa una settimana dalla data della richiesta), sarà comunicato all’Ufficio delle dogane richiedente. La Commissione fornisce alcuni esempi di comportamento da adottare dalle autorità doganali degli Stati membri. Se il luogo indicato sulla prova dell’origine è un insediamento incluso nell’elenco, la preferenza deve essere rifiutata immediatamente e non vi è alcuna necessità di una richiesta di controllo a posteriori. Se il luogo è indicato sulla prova dell’origine ma non è incluso nell’elenco, la preferenza è concessa a meno che le autorità doganali non abbiano ragionevole motivo di dubitare dell’autenticità dei documenti o del carattere originario dei prodotti in questione. In questo caso il controllo a posteriori dovrà essere effettuato ai sensi dell’art. 32 del protocollo. Se né il nome né il codice postale del luogo di produzione sono indicati sulla prova dell’origine, questa può essere respinta per motivi tecnici. Per quanto riguarda le richieste di verifica a posteriori, Israele deve rispondere ai sensi dell’Accordo (indicando il nome e il codice di avviamento postale del luogo di produzione) e le autorità doganali comunitarie devono conseguentemente concedere o rifiutare la preferenza.

La Commissione rende inoltre noto che una volta che le autorità doganali hanno ricevuto conferma che un determinato codice postale della seconda parte dell’elenco corrisponde a una località ammissibile o non ammissibile alla preferenza, non sono tenute a reiterare la procedura di verifica descritta per successivi casi e dati identici, potendo utilizzare le medesime informazioni. Per accelerare la procedura di diffusione delle informazioni la Commissione creerà un database dei chiarimenti ricevuti dalla delegazione dell’UE a Tel Aviv in modo da essere in grado di informare direttamente tutte le autorità doganali che si confrontino con dati identici. La Commissione ha insistito a che gli Stati membri si uniformino alla procedura sopra descritta per avere un quadro generale delle modalità attuative dell’Accordo Tecnico e, in particolare, della verifica se le località interessate abbiano o no diritto al trattamento preferenziale.

Per assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sui prodotti degli insediamenti, il loro ingresso preferenziale nel mercato europeo e la loro etichettatura, recentemente oggetto di interrogazioni parlamentari e di interventi sulla stampa negli Stati membri, l’Agenzia fornisce in allegato alla nota in commento, una selezione delle interrogazioni del Parlamento europeo e delle risposte date a nome della Commissione sulle questioni in merito sollevate nel corso degli ultimi anni.

Allegati:Agenzia Dogane – Note -33088RU – 15032013
Agenzia Dogane – Note -33088RU – Alegato 1 15032013
Agenzia Dogane – Note -33088RU – Alegato 2 15032013

Newsletter N. 20 del 27 agosto 2012

agosto 26, 2012 scritto da ·

Modifiche agli allegati 30 bis, 37 38 e 44 delle DAC

Il Regolamento (UE) n. 430/2010 della Commissione, del 20 maggio 2010, recante modifica del regolamento (CEE) n. 2454/93 (DAC), ha abolito l’obbligo di presentare una dichiarazione sommaria di uscita per le merci destinate a essere incorporate come parti o accessori in navi e aeromobili, i combustibili per motori, i lubrificanti e i gas necessari per il funzionamento di navi o aeromobili, i prodotti alimentari e gli altri articoli da consumare o vendere a bordo. In conseguenza di ciò si è reso necessario modificare, tramite il Regolamento di esecuzione (UE) N. 756/2012 della Commissione del 20 agosto 2012, l’allegato 30 bis delle DAC. A norma dell’allegato 30 bis delle DAC, le informazioni relative al destinatario sono obbligatorie nella dichiarazione sommaria di uscita. Tuttavia, quando le merci sono trasportate con polizza di carico vendibile «con girata in bianco»

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Avviso agli importatori per le importazioni da Israele nell’UE

Con la nota prot96831/RU dell’8 agosto 2012, l’Agenzia delle Dogane informa della pubblicazione, da parte della Commissione europea, di una riveduta dell’avviso agli importatori per le importazioni da Israele nell’UE (GU C 232 del 3.8.2012). Il 25 gennaio 2005 era infatti stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE un avviso con cui veniva ricordato che i prodotti fabbricati negli insediamenti israeliani situati nei territori sotto il controllo dell’amministrazione israeliana dal giugno 1967 non sono ammessi a beneficiare del trattamento tariffario preferenziale nell’ambito dell’accordo di associazione UE-Israele. Ai sensi dell’accordo tecnico di attuazione del protocollo 4 sulle regole di origine del citato accordo di associazione, il codice postale e il nome della città, del villaggio o della zona industriale in cui ha avuto luogo la produzione o trasformazione sufficiente…

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Avviso agli importatori per le importazioni da Israele nell’UE

agosto 26, 2012 scritto da ·

Con la nota prot. 96831/RU dell’8 agosto 2012, l’Agenzia delle Dogane informa della pubblicazione, da parte della Commissione europea, di una riveduta dell’avviso agli importatori per le importazioni da Israele nell’UE (GU C 232 del 3.8.2012).

Il 25 gennaio 2005 era infatti stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE un avviso con cui veniva ricordato che i prodotti fabbricati negli insediamenti israeliani situati nei territori sotto il controllo dell’amministrazione israeliana dal giugno 1967 non sono ammessi a beneficiare del trattamento tariffario preferenziale nell’ambito dell’accordo di associazione UE-Israele. Ai sensi dell’accordo tecnico di attuazione del protocollo 4 sulle regole di origine del citato accordo di associazione, il codice postale e il nome della città, del villaggio o della zona industriale in cui ha avuto luogo la produzione o trasformazione sufficiente (ai fini dell’origine preferenziale) di un bene, deve essere indicato su tutte le prove di origine preferenziale rilasciate o compilate in Israele ai fini dell’esportazione verso l’UE. A tale proposito l’avviso del 2005 informava che «tutte le dichiarazioni su fattura e tutti i certificati di circolazione EUR.1 emessi in Israele devono recare il codice postale e il nome della città, del paese o della zona industriale in cui ha avuto luogo la produzione che determina l’origine del prodotto». Le prove di origine non recanti le menzionate informazioni, considerate come compilate in difformità delle disposizioni vigenti, devono essere pertanto respinte per motivi tecnici. Il respingimento non impedisce tuttavia la presentazione di una prova di origine a posteriori contenente le informazioni mancanti.

Nel caso in cui dalla verifica dei codici di avviamento postale che appaiono sulle prove di origine israeliane risulti che la località in cui ha avuto luogo la produzione che determina l’origine sia situata al di là dei confini israeliani ante-1967, le autorità degli Stati membri dell’UE devono rifiutare il trattamento tariffario preferenziale e procedere al recupero dei dazi doganali, senza dover attivare le misure di cooperazione amministrativa (procedura di controllo a posteriori delle prove dell’origine).

Secondo quanto chiarito dalla Commissione, la principale modifica introdotta dalla versione riveduta dell’avviso agli importatori, consiste nel rendere pubblico l’elenco dei codici postali dei luoghi non ammissibili al trattamento preferenziale, elenco che la Commissione aveva fino ad ora riservato alle autorità degli Stati membri.

Gli operatori sono pertanto invitati, prima di presentare una dichiarazione in dogana per l’immissione di merci in libera pratica a sostegno della quale intendono fornire la prova dell’origine preferenziale rilasciata o compilata in Israele, a consultare l’elenco dei codici postali dei luoghi non ammissibili (“list of non-eligible locations”), nella versione inglese / internazionale, e a leggere l’«avviso importante» (“important notice”), selezionando la lingua preferita.

Allegati:Agenzia Dogane – Nota – 96831RU – 8082012