Newsletter N. 23 del 8 agosto 2011

agosto 8, 2011 scritto da ·

Dall’Agenzia delle Entrate ulteriori precisazioni in merito all’inclusione nell’archivio VIES ed i controlli sui soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie

Con la Circolare n.39/E del 1 agosto 2011, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sull’iscrizione nell’Archivio Vies, ossia la banca dati che consente agli operatori commerciali titolari di una partita Iva che effettuano cessioni intracomunitarie, di verificare la validità del numero di identificazione Iva delle loro controparti, attraverso il collegamento con i sistemi fiscali degli Stati membri dell’Unione Europea…

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L’acquisto senza Iva (tramite plafond) è effettuabile anche dal rappresentante fiscale in Italia dei soggetti non residente

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione N. 80/E del 4 agosto 2011 risponde ad un interpello presentato da una società con sede in Svizzera che effettua operazioni rilevanti territorialmente nel territorio dello Stato italiano tramite un rappresentante fiscale per l’assolvimento dei relativi obblighi. La società in questione richiede conferma della possibilità di acquistare beni o servizi senza addebito dell’IVA (utilizzando cioè il cd. “plafond”) ex articolo 8, comma 2 del DPR n. 633/1972, avendo l’importo complessivo delle operazioni attive che danno origine al plafond superato di oltre il 10% il volume d’affari, complessivo.

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Dall’Agenzia delle Entrate ulteriori precisazioni in merito all’inclusione nell’archivio VIES ed i controlli sui soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie

agosto 8, 2011 scritto da ·

Con la Circolare n.39/E del 1 agosto 2011, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sull’iscrizione nell’Archivio Vies, ossia la banca dati che consente agli operatori commerciali titolari di una partita Iva che effettuano cessioni intracomunitarie, di verificare la validità del numero di identificazione Iva delle loro controparti, attraverso il collegamento con i sistemi fiscali degli Stati membri dell’Unione Europea.

Per rafforzare il contrasto alle frodi Iva realizzate nel quadro degli scambi intracomunitari, il legislatore nazionale è infatti intervenuto con l’articolo 27 del Dl 78/2010, attuato dai provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate protocollati con i numeri 188376 e 188381 del 29 dicembre 2010. La normativa in questione ha ridisciplinato le modalità di inclusione nell’archivio, compresi i casi di eventuale diniego o revoca della stessa, per i soggetti che hanno manifestato l’intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie e determinato i criteri di valutazione dei contribuenti ai fini dell’inclusione nell’archivio informatico dei soggetti che pongono in essere operazioni intracomunitarie.

Con la circolare n. 39/E/2011 l’Agenzia delle Entrate interviene nuovamente a chiarire che se entro 30 giorni dalla manifestazione di volontà espressa dal contribuente di effettuare operazioni intracomunitarie non arriva alcuna comunicazione in senso contrario, l’operatore, già a partire dal trentunesimo giorno potrà effettuare le operazioni intracomunitarie secondo il regime fiscale suo proprio. Sono previsi una serie di controlli preliminari durante questi trenta giorni, tramite cui l’Agenzia verificherà che l’operatore non sia “a rischio” di eventuali comportamenti fraudolenti. Qualora venga rilevata la presenza di un rischio, essa emanarà un provvedimento di diniego all’inserimento del contribuente nell’Archivio Vies.

La manifestazione di volontà è già stata espressamente richiesta per quanti hanno presentato la dichiarazione di inizio attività a partire dalla data di approvazione dei sopra citati provvedimenti (29 dicembre 2010) e alla stessa potrebbe conseguire un provvedimento di diniego o, in caso di inclusione, una successiva revoca, a esito di specifici controlli dell’Agenzia. Per coloro invece, che hanno iniziato precedentemente l’attività, è stato previsto un periodo transitorio durante il quale sono esclusi dall’archivio tutti quei soggetti che nell’ultimo biennio non hanno effettuato operazioni intracomunitarie o hanno posto in essere irregolarità in materia di Iva.

Una volta estromessi dall’elenco, gli operatori possono comunque rimuovere o sanare i fatti e le violazioni che hanno determinato l’esclusione e, per effettuare operazioni intracomunitarie, sarà possibile presentare una nuova istanza.

Ai controlli preliminari effettuati nei 30 giorni dalla manifestazione di volontà ad effettuare operazioni intracomunitarie, seguiranno poi una serie di più approfonditi controlli nei sei mesi successivi. Se nel corso di tale periodo dovesse emergere la presenza di operazioni evasive o tentativi di frode, l’inclusione nell’Archivio Vies potrà essere revocata. È, inoltre, previsto un monitoraggio costante della attività dei contribuenti presenti nell’Archivio Vies, sempre a fini di prevenzione.

L’Agenzia delle entrate fornisce infine chiarimenti sulla gestione dell’inclusione nell’Archivio Vies dei contribuenti interessati da operazioni straordinarie, prevedendo una procedura finalizzata a garantire la continuità operativa a chi, pur con una partita Iva diversa, mantiene i precedenti requisiti per la presenza nella banca dati.

Per quanto riguarda, in particolare, l’ambito soggettivo, viene ricordato che dal 31 maggio 2010 (data di entrata in vigore delle modifiche apportate dall’articolo 27 del decreto legge n. 78 del 2010 all’articolo 35 del decreto IVA), tutti i soggetti che intraprendono l’esercizio di una impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, per poter essere inclusi nell’Archivio VIES, devono manifestare, al momento della presentazione della dichiarazione di inizio attività, la volontà di porre in essere tali operazioni.

Tuttavia, poiché l’esigenza di effettuare operazioni intracomunitarie può sorgere anche nel corso dello svolgimento dell’attività, la predetta manifestazione di volontà può essere espressa anche in tempi successivi all’avvio della stessa da parte di soggetti già titolari di partita IVA. Allo stesso modo, potendo la detta esigenza venire anche successivamente meno, i contribuenti possono in qualsiasi momento comunicare la volontà di retrocedere dall’opzione, onde evitare di essere sottoposti agli specifici controlli che conseguono all’inserimento della posizione nell’Archivio VIES.

Ai sensi del provvedimento n. 188376 del 2010, anche i soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA (modello ANR) ai sensi dell’articolo 35-ter del decreto IVA possono esprimere la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie, così come quelli identificati tramite nomina di un rappresentante fiscale a norma dell’articolo 17, terzo comma, del medesimo decreto. Ai predetti fini, viene individuato il Centro Operativo di Pescara come competente per ricevere le istanze da parte dei soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA.

Relativamente ai contribuenti cosiddetti “minimi” (art. 1, commi 96 e seguenti, l. 244/2007), la circolare n. 36/E del 2010 specifica che tali soggetti non effettuano cessioni intracomunitarie di beni e servizi in senso tecnico, ma operazioni attive con applicazione dell’IVA interna. La stessa circolare ha precisa tuttavia che i contribuenti “minimi” possono effettuare acquisti intracomunitari di beni e servizi (ex articolo 1, comma 100, della legge n. 244 del 2007) e che, in relazione a tali acquisti, anche essi sono tenuti a compilare l’elenco riepilogativo delle operazioni intracomunitarie. Anche loro, pertanto, sono tenuti a manifestare la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, onde ottenere l’inclusione nell’Archivio VIES.

Alle medesime conclusioni si perviene con riferimento agli enti non soggetti passivi d’imposta che non effettuano alcun tipo di attività commerciale (neanche in via secondaria), qualora siano tenuti ad identificarsi ai fini IVA poiché hanno superato la soglia di 10.000 euro relativa agli acquisti intracomunitari, ovvero hanno optato per l’applicazione dell’imposta in Italia ex art. 38, comma 5, lett. c), e comma 6, del d.l. 331/1993. Analogamente, tenuto conto di quanto precisato al paragrafo 12.2 della circolare n. 13 del 23 febbraio 1994, anche i produttori agricoli di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto IVA devono chiedere l’inclusione nell’Archivio VIES nel caso di opzione per la tassazione in Italia, ovvero di superamento della soglia di 10.000 euro relativa agli acquisti intracomunitari.

Allegati: Agenzia Entrate – 2011 – Circolari – 39E – 01082011

Newsletter N. 20 del 11 luglio 2011

luglio 10, 2011 scritto da ·

Progetto CARGO e colloquio Gestori T.C.: messaggi sbarco/imbarco disponibili anche per i depositi franchi

Con comunicazione del 07 luglio 2011, l’Agenzia delle Dogane informa che nell’ambito dei messaggi previsti dal Colloquio per i Gestori dei magazzini di Temporanea Custodia (TC), dalle ore 14 del 11 Luglio 2011 in ambiente reale sarà disponibile il messaggio relativo al risultato dello sbarco/imbarco (Rapporto Eccedenze / Mancanze / Partite franche non sbarcate / imbarcate), modificato al fine di consentire anche ai gestori dei depositi franchi di inviare le informazioni relative alle partite franche di competenza

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Controlli sugli scambi intracomunitari: dal 1° settembre la procedura telematica per le indagini finanziarie

Per verificare la sussistenza di irregolarità nelle operazioni intracomunitarie soggette ad Iva, l’Agenzia delle Dogane si avvale di controlli telematici. Quei contribuenti che, sulla base delle interrogazioni all’Anagrafe tributaria, risultano rientrare nei parametri di rischio elaborati dall’Agenzia delle Dogane, potranno infatti vedersi richiedere informazioni e dati attraverso Posta elettronica certificata.

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Regime Dual Use: Linee Guida per i trasferimenti nucleari

Mediante apposito comunicato del 7 luglio 2011 pubblicato sul proprio sito web, il Ministero per lo Sviluppo Economico, Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, informa che ai fini del rilascio dell’autorizzazione di esportazione specifica per dei beni  di cui alla categoria 0 dell’Allegato 1 del Reg. (CE) N. 428/2009 (cd. “dual use”), e tenuto conto che l’Italia è Stato Parte del regime internazionale di controllo del Gruppo dei Fornitori Nucleari…

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Apertura di una gara per l’assegnazione di un quantitativo di zucchero in importazione a dazio ridotto per la campagna 2010/2011

Con il comunicato PROT. 20110026794 del 4 luglio 2011, il Ministero per lo Sviluppo Economico, Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, informa che con il Reg. (UE) N. 634 del 29 giugno (in GUUE Serie L 170 del 30), è stata aperta una procedura di gara per l’assegnazione di un quantitativo di zucchero in importazione del codice 1701 a dazio ridotto, per la campagna 2010/2011 con numero d’ordine 09.4314.

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Allegati: CNSD – Newsletter – 2011 – 20 – 11072011

Controlli sugli scambi intracomunitari: dal 1° settembre la procedura telematica per le indagini finanziarie

luglio 10, 2011 scritto da ·

Per verificare la sussistenza di irregolarità nelle operazioni intracomunitarie soggette ad Iva, l’Agenzia delle Dogane si avvale di controlli telematici. Quei contribuenti che, sulla base delle interrogazioni all’Anagrafe tributaria, risultano rientrare nei parametri di rischio elaborati dall’Agenzia delle Dogane, potranno infatti vedersi richiedere informazioni e dati attraverso Posta elettronica certificata. E’ quanto dispone la Determinazione n° 63763 del 4 luglio 2011, che stabilisce che a decorrere dal prossimo 1° settembre 2011 sarà attivata la procedura informatica relativa alla trasmissione telematica delle richieste agli operatori finanziari e delle relative risposte di cui all’art. 51, secondo comma, numero 7), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, concernenti dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata con i loro clienti. Si ricorda che dal 1° gennaio 2006, gli operatori finanziari sono tenuti a dotarsi di un indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec), tramite cui ricevere le richieste di indagine da parte degli organi preposti ai controlli (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza) e trasmettere i dati entro il termine previsto.

Le richieste telematiche saranno inoltrate dal Direttore dell’Ufficio delle Dogane, dal Direttore dell’Area Antifrode delle Direzioni Interregionali e Regionali, dal Direttore dell’Area procedure e controlli settore dogane e antifrode della Direzione Interregionale per il Piemonte e la Valle d’Aosta, o dal Direttore dell’Area dogane, accise, antifrode e servizi chimici delle Direzioni Provinciali, mentre le relative risposte telematiche sono a carico dei soggetti di cui all’art. 51, secondo comma, numero 7) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n.633 (il cui elenco è contenuto nell’allegato 3 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005), secondo le regole tecniche specificate negli allegati del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005 (come modificato, da ultimo, dal successivo provvedimento del 12 novembre 2007).

Le richieste di informazioni vanno firmate digitalmente e sono inviate per mezzo del sistema di Posta Elettronica Certificata dell’Agenzia delle Dogane. Queste in particolare, devono essere inoltrate per il tramite dell’applicazione informatica predisposta dall’Agenzia delle dogane alla casella di Posta Elettronica Certificata appositamente attivata dagli operatori finanziari obbligati alle risposte.

Gli indirizzi di Posta Elettronica Certificata attivati dagli operatori a cui le strutture dell’Agenzia delle Dogane indicate nell’art.2 inoltrano le richieste di informazioni sono consultabili tramite un apposito registro istituito presso l’Agenzia delle Entrate e da questa reso disponibile anche agli altri Organi di controllo ai sensi dell’art. 50 del Decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82, come modificato, da ultimo, dal Decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235 recante il Codice dell’Amministrazione Digitale.

Le risposte sono firmate digitalmente dal responsabile della struttura accentrata della banca o dall’operatore finanziario ovvero dal responsabile della sede o dell’ufficio destinatariodelle richieste o da altro soggetto da questi delegato.

Gli operatori finanziari destinatari di richieste possono, entro l’ultimo giorno del mese successivo alla richiesta, procedere all’invio cumulativo di tutte le risposte negative con un unico messaggio, secondo quanto previsto dall’art. 3 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 novembre 2007.

Per gli schemi di richiesta, di risposta e di risposta cumulativa sono utilizzati i modelli riportati nell’allegato n.4 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 novembre 2007. Per le tabelle generali dei movimenti, dei tipi di rapporto e dei tipi di collegamento sono invece utilizzati gli schemi riportati negli allegati n. 1, 2 e 3 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 novembre 2007.

Allegati:Agenzia Dogane – 2011 – Determinazione – 637630RU – 4072011

In caso di omessa trasmissione, ovvero di trasmissione oltre i termini previsti dei dati delle notizie e dei documenti richiesti ai sensi dell’articolo 51, secondo comma, numero 7), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, scatta la sanzione di cui all’art. 10, del Decreto legislativo del 18 dicembre 1997, n. 471 (da 2.066 a 20.658 euro, con possibilità di beneficare di una riduzione della stessa alla metà, se il ritardo non eccede i quindici giorni), all’irrogazione della quale provvede l’Ufficio delle Dogane territorialmente competente in relazione al domicilio fiscale del contribuente cui si riferisce la richiesta.

Ulteriori informazioni, compreso l’elenco dei soggetti obbligati a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, sono disponibili sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, a questo indirizzo.

Allegati: Agenzia Dogane – 2011 – Determinazione – 637630RU – 4072011