Newsletter N. 31 del 17.11.2014

novembre 15, 2014 scritto da ·

Misure restrittive nei confronti della Russia e della Crimea in relazione alla situazione in Ucraina

l’Agenzia delle Dogane, con la nota Prot. 128188/RUdel 12 novembre 2014, fornisce una serie di indicazioni relative alle misure restrittive attualmente vigenti nei confronti di soggetti, entità e settori della Crimea e della Russia considerati responsabili della destabilizzazione della situazione in Ucraina.
A seguito dei noti fatti concernenti la situazione in Ucraina, sono stati infatti emanati dalla UE alcune decisioni PESC e regolamenti del Consiglio finalizzati ad introdurre e via via inasprire tale regime. Data la complessità e l’eterogeneità che tali misure hanno assunto nel tempo, l’Agenzia fornisce un riepilogo delle stesse, indicando la portata e le finalità di cisacuna di esse…

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Esportazioni di beni con trasporto a cura del cessionario non residente

Con la risoluzione 98/E del 10.11.2014 l’Agenzia delle Entrate forniscechiarimenti in merito alla corretta applicazione della disposizione contenuta nell’articolo 8, primo comma, lettera b), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, che disciplina le esportazioni di beni con trasporto a cura del cessionario non residente (c.d. esportazione indiretta). Tale disposizione infatti pprevede che tali cessioni possono godere del regime di non imponibilità a condizione che i beni escano dal territorio comunitario entro 90 giorni dalla consegna al cessionario non residente…

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Esportazioni di beni con trasporto a cura del cessionario non residente

novembre 15, 2014 scritto da ·

Cessioni all’esportazione di cui all’articolo 8, primo comma, lettera b), del DPR 26 ottobre 1973, n. 633 – Sentenza Corte di Giustizia UE emessa il 19 dicembre 2013 nel procedimento C-563/12 – nuovo orientamento: con la risoluzione 98/E del 10.11.2014 l’Agenzia delle Entrate forniscechiarimenti in merito alla corretta applicazione della disposizione contenuta nell’articolo 8, primo comma, lettera b), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, che disciplina le esportazioni di beni con trasporto a cura del cessionario non residente (c.d. esportazione indiretta). Tale disposizione infatti pprevede che tali cessioni possono godere del regime di non imponibilità a condizione che i beni escano dal territorio comunitario entro 90 giorni dalla consegna al cessionario non residente.

In particolare, laddove non si acquisisca la prova dell’avvenuta esportazione, ovvero quest’ultima avvenga oltre i 90 giorni dalla data di cessione della merce, il contribuente, al fine di non incorrere nella sanzione di cui all’articolo 7, comma 1, del D.Lgs n. 471 del 1997 (50% del tributo), è tenuto a regolarizzare l’operazione entro i successivi 30 giorni dallo spirare dei 90 giorni.

Al riguardo, è stato chiesto di riesaminare l’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria secondo cui, quando la merce fuoriesce dal territorio dell’Unione Europea oltre i 90 giorni previsti dal predetto articolo 8, primo comma, lettera b), l’operazione è imponibile, a nulla rilevando la circostanza che la merce sia stata comunque esportata, alla luce della sentenza della Corte di Giustizia della UE, emessa in data 19 dicembre 2013 nel procedimento C-563/12.

Con la sentenza in questione, la Corte di Giustizia ha valutato la legittimità del termine di 90 giorni previsto dalla legislazione ungherese – molto simile a quella italiana – ai fini della detassazione delle cessioni all’esportazione di cui all’articolo 146, paragrafo 1, lett. b), della direttiva 28 novembre 2006, n. 2006/112/CE, e, più in generale, la possibilità per i singoli Stati membri di vincolare l’esenzione dell’operazione al rispetto di un determinato termine per il trasferimento fisico dei beni all’estero. Al riguardo la Corte ha precisato che l’articolo 146, paragrafo 1, lettera b), della direttiva n. 2006/112, che consente di esentare le cessioni di beni spediti o trasportati fuori dall’Unione da un acquirente, o per conto del medesimo da un terzo deve essere letta in combinato disposto con l’articolo 14, paragrafo 1, della stessa direttiva, ai sensi del quale si considera «cessione di beni» il trasferimento del potere di disporre di un bene materiale come proprietario.  Pià precisamente la sentenza chiarisce che “dal termine «spediti», contenuto nell’articolo 146, paragrafo 1, lettera b), deriva che l’esportazione di un bene si perfeziona e l’esenzione della cessione all’esportazione diviene applicabile quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente, il fornitore prova che tale bene è stato spedito o trasportato al di fuori dell’Unione e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dell’Unione” (cfr. par. 25).

Per quanto concerne il termine stabilito dallo Stato membro entro il quale i beni devono essere spediti fuori della UE, i Giudici hanno evidenziato, sia che “Contrariamente alle disposizioni della direttiva 2006/112 relative al diritto a detrazione richiamate dal governo ungherese, ai sensi delle quali tale diritto è esercitato, in via di principio, nel corso dello stesso periodo durante il quale è sorto, l’articolo 146, paragrafo 1, lettera b), di tale direttiva non prevede una condizione in base alla quale il bene destinato all’esportazione deve aver lasciato il territorio dell’Unione entro un termine preciso” (cfr. par. 26), sia che “Tuttavia, come deriva dall’articolo 131 della direttiva 2006/112, le esenzioni previste ai capi da 2 a 9 del titolo IX di tale direttiva, di cui fa parte l’articolo 146 della stessa, si applicano alle condizioni che gli Stati membri stabiliscono per assicurare la corretta e semplice applicazione delle medesime esenzioni e per prevenire ogni possibile evasione, elusione e abuso” (cfr. par. 28).

Sul punto, la Corte ha, altresì, affermato che “In particolare, quanto al principio di proporzionalità (…) gli Stati membri devono far ricorso a mezzi che, pur consentendo di raggiungere efficacemente l’obiettivo perseguito dal diritto interno, portino il minor pregiudizio possibile agli obiettivi e ai principi stabiliti dalla normativa dell’Unione in questione” (par. 30) e “anche se è legittimo che i provvedimenti adottati dagli Stati membri tendano a preservare il più efficacemente possibile i diritti dell’erario, essi non devono eccedere quanto è necessario a tal fine” (par. 31).

Poiché la lotta contro evasioni, elusioni ed eventuali abusi è un obiettivo riconosciuto ed incoraggiato dalla direttiva 2006/112, in via di principio è “consentito agli Stati membri stabilire un termine ragionevole per le esportazioni, che tenga conto delle pratiche commerciali nell’ambito delle esportazioni negli Stati terzi, al fine di verificare se un bene oggetto di una cessione all’esportazione sia effettivamente uscito dall’Unione” e “imporre al venditore di un bene destinato all’esportazione un termine preciso entro il quale tale bene deve aver lasciato il territorio doganale dell’Unione costituisce un mezzo appropriato a tal fine” (par. 34 e 35). Leggi tutto