Newsletter N. 17 del 9 luglio 2012

luglio 9, 2012 scritto da ·

Operatore Economico Autorizzato – A.E.O.: accordo relativo ai programmi A.E.O./C-TPAT tra U.E. e U.S.A

Con comunicazione del 5 luglio 2012, l’Agenzia delle Dogane informa che la Commissione Europea ha emanato in data 3 luglio 2012, una nota informativa sul Mutuo Riconoscimento dei programmi AEO/C-TPAT, unitamente ad una presentazione in PowerPoint delle dogane americane (CBP) che illustra gli adempimenti da seguire per la pratica attuazione. La CBP infatti ha creato una applicazione web (al momento non ancora attiva), tramite la quale gli AEO europei dovranno registrare il proprio numero EORI ed associarlo al proprio numero o ai numeri MID (“Manufacturer’s Identification Number”, codice utilizzato dalle dogane americane per identificare gli operatori che inviano merci negli USA). L’applicazione in questione sarà attivata una volta che lo scambio dei dati rilevanti degli AEO e la fase di test sarà completata. Lo scambio dei dati rilevanti degli AEO avrà inizio a partire dal luglio 2012…

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Adesione della Croazia alle convenzioni UE-EFTA “Transito comune” e “Semplificazioni delle formalità”

Con la nota prot. 80086/RU del 28/06/2012, l’Agenzia delle Dogane informa che con la Decisione n° 1/2012 del Comitato Congiunto CE-EFTA la Croazia è diventato parte contraente, a decorrere dal 1° luglio 2012 delle Convenzioni sul Transito comune e sulle Semplificazioni delle formalità negli scambi di merci”. Nulla viene innovato nell’applicazione delle Convenzioni di cui trattasi.
L’adesione in questione ha effetti immediati, non essendo previsto il decorso di alcun periodo transitorio…

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Carnet TIR con Scarico irregolare: determinazione del luogo dell’infrazione

luglio 9, 2012 scritto da ·

Con l’ordinanza della Sesta Sezione dell’8 marzo 2012 (pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hof van Cassatie van België — Belgio), la Corte di Giustizia UE (CGUE) fornisce alcune precisazioni sull’interpretazione degli artt. 37 della convenzione TIR e 454, n. 3, secondo comma, del regolamento (CEE) della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454 (DAC). In particolare l’istante, nella domanda di pronuncia pregiudiziale, chiedeva se tali norme dovessero essere interpretate nel senso che lo Stato membro dove viene accertata l’esistenza dell’infrazione o dell’irregolarità, in mancanza di accertamento ufficiale del luogo in cui essa è stata commessa e di una prova contraria tempestivamente addotta dal garante, deve essere considerato lo Stato in cui l’infrazione o l’irregolarità è stata commessa, anche se, in virtù del luogo di presa in carico del carnet TIR e dell’apposizione dei sigilli alle merci, è possibile, senza ulteriori indagini, stabilire attraverso quale Stato membro alla frontiera esterna della Comunità le merci siano state irregolarmente introdotte nella Comunità stessa. La Corte nell’ordinanza in questione precisa che l’articolo 454, paragrafo 3, delle DAC, come modificato dal regolamento (CE) n. 1662/1999 della Commissione, del 28 luglio 1999, va interpretato nel senso che un’associazione garante può provare il luogo ove è stata commessa un’infrazione o un’irregolarità fondandosi sul luogo dove il carnet TIR è stato preso in carico e dove i sigilli sono stati apposti. Qualora tale associazione pervenga a ribaltare la presunzione di competenza delle autorità doganali dello Stato membro, sul territorio del quale un’infrazione o un’irregolarità è stata constatata nel corso di un trasporto effettuato a fronte di un carnet TIR a vantaggio di quelle dello Stato membro sul cui territorio tale infrazione o tale irregolarità è stata effettivamente commessa (aspetto questo che spetta al giudice del rinvio verificare), le autorità doganali di quest’ultimo Stato divengono competenti a riscuotere il debito doganale.

Gli articoli 6, paragrafo 1, e 7, paragrafo 1, della direttiva 92/12/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, della detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa, come modificata dalla direttiva 96/99/CE del Consiglio, del 30 dicembre 1996, vanno interpretati nel senso che le autorità doganali dello Stato membro sul territorio del quale delle merci sono state scoperte, sequestrate e confiscate, sono competenti a riscuotere le accise, anche se tali merci sono state introdotte nel territorio dell’Unione in un altro Stato membro, purché le merci stesse siano detenute a fini commerciali (aspetto, anche questo, che spetta al giudice del rinvio verificare).

con l’ordinanza della Sesta Sezione dell’8 marzo 2012 (pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hof van Cassatie van België — Belgio), la Corte di Giustizia UE (CGUE) fornisce alcune precisazioni sull’interpretazione degli artt. 37 della convenzione TIR e 454, n. 3, secondo comma, del regolamento (CEE) della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454 (DAC). In particolare l’istante, nella domanda di pronuncia pregiudiziale, chiedeva se tali norme dovessero essere interpretate nel senso che lo Stato membro dove viene accertata l’esistenza dell’infrazione o dell’irregolarità, in mancanza di accertamento ufficiale del luogo in cui essa è stata commessa e di una prova contraria tempestivamente addotta dal garante, deve essere considerato lo Stato in cui l’infrazione o l’irregolarità è stata commessa, anche se, in virtù del luogo di presa in carico del carnet TIR e dell’apposizione dei sigilli alle merci, è possibile, senza ulteriori indagini, stabilire attraverso quale Stato membro alla frontiera esterna della Comunità le merci siano state irregolarmente introdotte nella Comunità stessa. La Corte nell’ordinanza in questione precisa che l’articolo 454, paragrafo 3, delle DAC, come modificato dal regolamento (CE) n. 1662/1999 della Commissione, del 28 luglio 1999, va interpretato nel senso che un’associazione garante può provare il luogo ove è stata commessa un’infrazione o un’irregolarità fondandosi sul luogo dove il carnet TIR è stato preso in carico e dove i sigilli sono stati apposti. Qualora tale associazione pervenga a ribaltare la presunzione di competenza delle autorità doganali dello Stato membro, sul territorio del quale un’infrazione o un’irregolarità è stata constatata nel corso di un trasporto effettuato a fronte di un carnet TIR a vantaggio di quelle dello Stato membro sul cui territorio tale infrazione o tale irregolarità è stata effettivamente commessa (aspetto questo che spetta al giudice del rinvio verificare), le autorità doganali di quest’ultimo Stato divengono competenti a riscuotere il debito doganale.

Gli articoli 6, paragrafo 1, e 7, paragrafo 1, della direttiva 92/12/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, della detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa, come modificata dalla direttiva 96/99/CE del Consiglio, del 30 dicembre 1996, vanno interpretati nel senso che le autorità doganali dello Stato membro sul territorio del quale delle merci sono state scoperte, sequestrate e confiscate, sono competenti a riscuotere le accise, anche se tali merci sono state introdotte nel territorio dell’Unione in un altro Stato membro, purché le merci stesse siano detenute a fini commerciali (aspetto, anche questo, che spetta al giudice del rinvio verificare).

Allegati: Corte – 2012 – Causa C167_11 – Ordinanza – 22.03.2009

Newsletter N. 6 del 7 marzo 2011

marzo 6, 2011 scritto da ·

Export di sostanze chimiche pericolose, dalla Commissione le note tecniche di orientamento

Il Reg. (CE) n. 689/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008, attuativo della Convenzione di Rotterdam del 10 settembre 1998, prevede una procedura di previo assenso informato (cd. procedura PIC) per l’esportazione dal territorio comunitario di talune sostanze chimiche e pesticidi pericolosi, al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente dai danni potenziali connessi all’utilizzazione di tali prodotti e favorire un impiego responsabile degli stessi che sia compatibile con l’ambiente…
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ITV e merci “di un solo tipo” i chiarimenti della CGUE

Con sentenza della Terza Sezione del 2 dicembre 2010 pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale dall’Augstākās tiesas Senāts (Repubblica di Lettonia), la Corte di Giustizia UE, nell’ambito della Causa C-199/09, precisa la portata dell’art. 6, n. 2, del Reg. (CEE) della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, stabilenche che che quando gli elementi di differenziazione relativi a merci simili incidono ai fini della classificazione tariffaria di queste ultime…
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Carnet TIR: competenza per riscuotere un debito doganale dello Stato membro nel cui territorio si è verificata un’infrazione commessa nel corso di un trasporto

marzo 6, 2011 scritto da ·

Con Sentenza della Prima Sezione del 22 dicembre 2010 pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Supremo di Spagna, la Corte di Giustizia UE (Causa C-488/09) ha fornito delle precisazioni in merito all’interpretazione dell’art. 221, n. 3, del Codice Doganale Comunitario (Reg. CEE n. 2913/1992) e degli artt. 454, n. 3, e 455 del Reg. (CEE) n. 2454/1993, che fissa le disposizioni d’applicazione del codice doganale comunitario (“DAC”).

Gli articoli in questione, in particolare, devono essere interpretati nel senso che, allorché la presunzione di competenza per riscuotere un debito doganale dello Stato membro nel cui territorio un’infrazione commessa nel corso di un trasporto con carnet TIR è stata constatata viene meno in seguito ad una sentenza che stabilisce che tale infrazione è stata commessa nel territorio di un altro Stato membro, la competenza a riscuotere tale debito passa alle  autorità doganali di quest’ultimo Stato, ma a condizione che i fatti costitutivi di tale infrazione siano stati deferiti in giustizia entro due anni a decorrere dalla data in cui l’associazione garante (per quanto riguarda il territorio in cui la stessa infrazione è stata constatata) ha avuto notizia di quest’ultima.

L’art. 455, n. 1, delle DAC, in combinato disposto con l’art. 11, n. 1, della convenzione doganale relativa al trasporto internazionale di merci accompagnate da carnets TIR, firmata a Ginevra il 14 novembre 1975, deve inoltre essere interpretato nel senso che, in circostanze quali quelle trattate nella causa in oggetto, un’associazione garante non può far valere il termine di prescrizione previsto da tali disposizioni, allorché le autorità doganali dello Stato membro nel cui territorio essa è responsabile le notificano, entro un anno a decorrere dalla data in cui tali autorità hanno avuto conoscenza della sentenza esecutiva che identifica la loro competenza, i fatti che hanno dato luogo al debito doganale che essa dovrà pagare per l’ammontare della somma che essa garantisce.

Allegati: Corte – 2010 – Causa C488_09 – Causa – 30.11.2009, Corte – 2010 – Causa C488_09 – Sentenza – 26.2.2011

Guida al Carnet TIR

novembre 3, 2008 scritto da ·

Il Carnet TIR è un documento doganale internazionale concepito per agevolare il trasporto di merci su strada “senza rottura di carico”. COn tale espressione si intende il trasporto tra un ufficio doganale di partenza di un Paese aderente alla Convenzione TIR ed un ufficio doganale di destinazione di un altro Paese firmatario della medesima Convenzione senza controlli doganali intermedi sulle merci trasportate.

Il trasporto dovrà essere effettuato con idonei veicoli stradali, autotreni o contenitori; condizione essenziale per fruire del regime TIR è che una parte del tragitto tra l’ inizio e la fine dell’ operazione TIR sia fatta su strada.

Il manuale che alleghiamo, redatto nel 2008 è corredato di comunicazione dell’ Agenzia delle Dogane di aggiornamento in data 3.11.2008.

Allegati: file formato PDF – Guida al Carnet TIR