Digitalizzazione del processo di importazione in procedura ordinaria di accertamento

febbraio 6, 2016 scritto da ·

A business lady’s hands on the keys typing documents

Con la nota prot. 144636/RU dell’11 gennaio 2016, l’Agenzia delle Dogane informa dell’avvenuta attivazione della procedura di trasmissione completamente telematica della documentazione (ossia senza la necessità di recarsi in dogana, al pari di quanto giò da tempo avveniva con gli operatori economici che si avvalgono della procedura di domiciliazione), anche alle operazioni di importazione in procedura ordinaria. Il problema riguardava in particolare la presentazione della documentazione a sostegno della dichiarazione doganale, che in precedenza avveniva ancora in modalità manuale, nonostante le dichiarazioni fossero già da tempo trasmette elettronicamente. Infatti, una volta presentata le merci in dogana e trasmessa la dichiarazione doganale (ai sensi degli artt. 40, 49 e 62 e segg. CDC, i quali appunto prevedono che le merci devono essere presentate in dogana e dichiarate per il regime doganale prescelto), a seguito della accettazione/registrazione della dichiarazione stessa, occorreva, per ottenere lo svincolo della merce, che il dichiarante si recasse al front office dell’ufficio doganale presentando i documenti cartacei a sostegno della dichiarazione, accompagnati dal c.d. “foglio di riepilogo” contenente, fra l’altro, i dati contabili relativi all’annotazione sul conto di debito di eventuali diritti liquidati. Dopo aver effettuato i controlli di competenza, il front office comunicava al dichiarante l’esito del Circuito Doganale Controllo e consegnaca, nel caso di avvenuto svincolo, il prospetto di svincolo cartaceo.
Ora la presentazione manuale della suddetta documentazione e del foglio di riepilogo non è più necessaria.
Il processo di telematizzazione coinvolge inoltre anche la comunicazione del canale di controllo (CA, CD, CS, VM); la comunicazione dell’esito dei controlli e la consegna del prospetto di svincolo delle merci.
Le semplificazioni in oggetto sono applicabili alle dichiarazioni di importazione in procedura ordinaria relative a merci pervenute per via aerea o marittima ed iscritte in un Manifesto Merci in Arrivo, nel rispetto delle condizioni specificate nella nota in commento.
Il nuovo processo è applicabile alle dichiarazioni telematiche di importazione in procedura ordinaria inviate tramite il messaggio IM, relative a merci iscritte in un Manifesto Merci in Arrivo presentate in una dogana portuale o aeroportuale oppure in una dogana interna, solo se ad essa trasferite mediante il ricorso alla procedura del Fast corridor. Sono invece escluse le dichiarazioni contenenti singoli che danno scarico a più partite di A3 e che quindi richiedono l’esecuzione del messaggio di completamento (c.d. M2), nonché le dichiarazioni a pronta riscossione (modalità di pagamento “A”).

A seguito dell’entrata in vigore di tale innovazione, il dichiarante che intende avvalersi del nuovo processo non deve far altro che trasmettere per via elettronica la documentazione allegata alla dichiarazione, dandone preventiva comunicazione – via mail – all’Ufficio delle dogane competente, indicando quali sono le SOT presso cui intende presentare la dichiarazione doganale con le nuove modalità. L’Ufficio delle dogane comunicherà in risposta (via mail) la data a partire dalla quale sarà possibile utilizzare il fascicolo elettronico ovvero l’eventuale esclusione dalle procedure in parola per i soggetti nei confronti dei quali siano già state riscontrate irregolarità gravi o reiterate alla normativa doganale.
L’utilizzo della procedura “full digital” si basa su una maggiore fiducia accordata agli operatori economici. Di conseguenza, la stessa sarà preclusa ai dichiaranti nei confronti dei quali siano riscontrate irregolarità e comportamenti fraudolenti nell’utilizzo del fascicolo elettronico e più in generale irregolarità gravi o reiterate alla normativa doganale. Per gli ulteriori dettagli si rinvia al testo della nota.

La Nota dell’Agenzia delle Dogane è disponibile al seguente link

Chiarimenti su utilizzo/accettazione dell’assegno circolare

febbraio 6, 2016 scritto da ·

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A seguito della ricezione di alcune segnalazioni relative ad un’asserita mancata accettazione, da parte del capo Area gestione Tributi – Ricevitore dell’Ufficio delle dogane di pagamenti a mezzo assegno circolare a fronte di circostanze che avrebbero dovuto consentirlo in quanto riconducibili ai “casi eccezionali” di cui è fatta menzione nella circolare n.20/D del 21 dicembre 2015, con la Nota prot. 8044 /RU del 25 gennaio 2016, l’Agenzia delle Dogane è intervenuta per fornire ulteriori chiarimenti circa le modalità di utilizzo di tale strumento di pagamento.
Dopo aver ribadito che il bonifico bancario o postale è la modalità ordinaria di pagamento dei diritti doganali eche si ricorre all’assegno quando non è possibile l’utilizzo degli altri strumenti o per motivi collegati alla situazione concreta, o per regioni tecniche o giuridiche, l’Agenzia precisa che, al di fuori dei casi concreti di seguito elencati, l’operatore dovrà specificare, in apposita istanza, gli ulteriori casi e le motivazioni per le quali intende utilizzare l’assegno circolare. Una volta pervenuta l’istanza, il capo Area gestione Tributi – Ricevitore dell’Ufficio delle dogane, dovrà esprimere al riguardo la sua accettazione o rifiuto, indicando in quest’ultima evenienza la modalità alternativa da utilizzare. I casi concreti in cui potrebbe ricorrere (l’elenco è indicativo, non tassativo), la necessità di accettare assegno circolare possono essere ricondotti, a titolo puramente esemplificativo, ai seguenti:
1.garanzia diritti doganali con A/28 (bolletta di somme depositate);
2.operazioni doganali in linea su automezzi (TIR in arrivo su traghetti o su navi ro-ro) alle frontiere terrestri e/o marittime per merci urgenti e/o deperibili, ove l’importo non sia riscuotibile tramite il POS (ad esempio, importo elevato o POS non disponibile);
3.merci alla rinfusa su navi a carico completo (legname, cereali, mangimi, alluminio, ferro, macchinari, ecc.), ove l’importo non sia riscuotibile tramite il POS (ad esempio, importo elevato o POS non disponibile);
4.tasse di ancoraggio non per durata ed altri diritti il cui ammontare non è possibile conoscere in anticipo;
5.saturazione del plafond disponibile sul conto di debito per operazioni non previste e non programmabili o a seguito di revisione di accertamento.
Anche in merito alla questione della tempestività del pagamento, cui consegue quella dell’eventuale applicazione della sanzione prevista dall’articolo 13 del D. Lgs 471/1997 nonché degli interessi di mora, l’Agenzia conferma le indicazioni precedentemente fornite, per cui ribadisce che è onere dell’operatore garantire l’effettivo accredito dell’importo dovuto sul conto dell’Agenzia entro il giorno di scadenza del pagamento, effettuando il bonifico con le modalità ed entro i termini (orario di cut-off) previsti dal proprio istituto di credito.

Piano tecnico di automazione 2015 – digitalizzazione accise

febbraio 6, 2016 scritto da ·

Servizio telematico doganale

Con la nota prot. 8038/RU
del 22 gennaio 2016, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel far seguito a quanto indicato nella nota 101247/RU del giorno 19 novembre 2015, ovvero alla disponibilità in ambiente reale, a partire dal 11 febbraio 2016 delle modifiche al sistema EMCS per la movimentazione in regime sospensivo dei beni soggetti ad accisa, rende noto che alla data del 21 gennaio 2016 risultano effettuate sperimentazioni in ambiente di addestramento da parte di 66 operatori economici.
Considerata l’importanza della fase di validazione/sperimentazione, gli operatori economici vengono invitati a partecipare attivamente alla stessa, segnalando ogni eventuale criticità riscontrata in riferimento alle modifiche stesse.

La Nota dell’Agenzia delle Dogane è disponibile al seguente link

 

Adeguamento tasse e diritti marittimi anno 2016

febbraio 6, 2016 scritto da ·

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Con la nota prot 5910/RU del 21 gennaio 2016, l’Agenzia delle Dogane fornisce ulteriori chiarimentio in merito all’adeguamento di tasse e diritti marittimi all’indice ISTAT. Già con la nota prot. n. 15827/R.U. del 09/02/2015, l’Agenzia delle Dogane aveva fornito istruzioni in merito alle modalità di adeguamento delle tasse e dei diritti marittimi previsti dal Decreto interministeriale del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro dell’economia e delle finanze del 24/12/2012, specificando che lo stesso va calcolato in ragione del 75% del tasso di inflazione FOI (Famiglie di Operai ed Impiegati – tale indice si riferisce ai consumi in media delle famiglie che fanno capo ad un lavoratore dipendente extragricolo) accertato dall’ISTAT per l’anno precedente di ciascun anno. Ora, tenuto conto che il tasso accertato dall’Istituto di statistica per il 2015 è stato dello – 0,1%, l’Agenzia comunica che l’adeguamento da effettuare in ragione del 75% è pari a – 0,075% con decorrenza dal 1° febbraio 2016.
Tale criterio di calcolo si applica a tutte le realtà portuali del territorio nazionale, fatta eccezione per il Porto franco di Trieste ove, in forza del successivo comma 5 della stessa disposizione citata, si applicano, per la tassa erariale e portuale, i criteri di adeguamento come sopra descritti, prendendo tuttavia a base il 100% del tasso ufficiale di inflazione. Pertanto, presso i punti franchi di detto porto, l’adeguamento delle aliquote sarà dello – 0,1%.
Ai fini della corretta liquidazione dei suddetti tributi vengono allegate alla nota in commento due tabelle riepilogative delle aliquote aggiornate che resteranno in vigore sino al 31 gennaio 2017 (Tabella A, per tutti i Porti nazionali – Tabella B, per i soli punti franchi del Porto di Trieste).
Per la riscossione della tassa di ancoraggio continuerà, invece, a farsi riferimento agli ordini di introito rilasciati dalle Capitanerie di porto territorialmente competenti (art. 1 DPR n. 1340/1966).

La Nota dell’Agenzia delle Dogane è disponibile al seguente link

 

Semplificazione delle formalità negli scambi di merci applicabili nella Repubblica di Serbia

febbraio 6, 2016 scritto da ·

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l’Agenzia delle Dogane rende noto (nota prot. 8311/RU del 25 gennaio 2016), che la Serbia ha recentemente depositato presso il Segretariato del Consiglio EU gli strumenti di accesso alla Convenzione sul transito comune ed a quella relativa alla semplificazione delle formalità negli scambi di merci. Per via di tale deposito, la Repubblica Serba diventerà a pieno titolo Parte Contraente di entrambe le Convenzioni dal 1° Febbraio 2016.
Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GUCE) L 344, del 30 Dicembre 2015 è stata inoltre pubblicata la Decisione n. 4/2015 che inserisce nella convenzione relativa ad un regime comune di transito, nell’ordine opportuno, la traduzione in lingua serba dei riferimenti ivi riportati.
Al riguardo, l’Agenzia ricorda la possibilità di utilizzare, fino al 1° Maggio 2016 – con i necessari adattamenti geografici e di elezione di domicilio o di indirizzo del mandatario – i formulari relativi agli atti costitutivi delle garanzie e ai certificati di garanzia di cui agli allegati C1, C2, C3, C4, C5 e C6 dell’appendice III della convenzione transito comune.

La Nota dell’Agenzia è disponibile al seguente link

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