Procedure di nomina


Nomina
La nomina a spedizioniere doganale è conferita mediante rilascio di apposita patente da parte del Ministero per le Finanze, sentito il parere del consiglio nazionale degli spedizionieri doganali, mediante decreto pubblicato nel bollettino ufficiale del ministero stesso. Di tale nomina viene data notizia con avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Patente
La patente di spedizioniere doganale è rilasciata a titolo personale ed è di validità illimitata. Essa abilita al compimento delle operazioni doganali presso una sola circoscrizione, scelta dallo stesso spedizioniere doganale, il quale però ha sempre la possibilità di chiedere successivamente il trasferimento presso altra circoscrizione. Qualsiasi trasferimento è disposto dal Ministero per le Finanze.

Ambito di applicazione
Lo spedizioniere doganale, in relazione all’espletamento di operazioni doganali che abbiano soltanto l’inizio presso la circoscrizione a cui appartiene, può terminare di compiere dette operazioni anche in altra parte del territorio nazionale.
Per gli spedizionieri doganali iscritti nell’elenco di cui all’art. 23, cioè gli spedizionieri doganali dipendenti del proprietario delle merci, su autorizzazione ministeriale essi possono compiere operazioni presso più circoscrizioni doganali. Questa precisazione conferma i disposti già esistenti per cui un procuratore di proprietario di merci poteva essere accreditato presso diverse dogane.

accesso professione

Esami
Per il conseguimento della patente di spedizioniere doganale/doganalista bisogna sostenere un esame indetto dall’Agenzia delle Dogane su richiesta del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali.

Per i laureati l’esame è indetto con cadenza annuale (art.6 L213/2000).

Per i diplomati l’esame è indetto ogni tre anni (art.50-52 TULD – DPR n. 43/1973).

Questi ultimi possono essere indetti anche prima se richiesto da almeno quattro consigli compartimentali degli spedizionieri doganali o da almeno quindici Camere di Commercio. In ogni caso deve esserci il parere favorevole del consiglio nazionale degli spedizionieri doganali. Gli esami vengono indetti dall’Agenzia delle Dogane alla quale spetta anche la nomina della commissione esaminatrice che dovrà essere in ogni caso presieduta dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane o da un Ispettore Generale dell’amministrazione centrale del Ministero per le Finanze.

Composizione commissione esame
La commissione esaminatrice è composta da un presidente e da sei membri, così suddivisi:
a) due spedizionieri doganali designati dal consiglio nazionale degli spedizionieri doganali;
b) due impiegati dell’amministrazione finanziaria di qualifica non inferiore a Direttore di Divisione;
c) un impiegato delle Intendenze di Finanza di qualifica non inferiore a Intendente di Finanza;
d) un impiegato dell’amministrazione periferica delle dogane, di qualifica non inferiore a Direttore di prima classe o Ispettore Capo.

Requisiti e materie di esame

Per essere ammessi all’esame di abilitazione alla professione di doganalista, gli aspiranti devono inoltrare apposita istanza nei termini stabiliti dal bando e dimostrare di essere in possesso, a tale data, dei seguenti requisiti:

–        diploma di istituto di istruzione secondaria di secondo grado (art. 51 del TULD);

–        certificato di tirocinio rilasciato dal competente consiglio territoriale  (questo requisito non è necessario per coloro che abbiano prestato servizio nell’Agenzia delle Dogane con mansioni direttive, di concetto, od esecutive, ovvero nel corpo della Guardia di Finanza in qualità di ufficiale o sottufficiale, per almeno due anni);

–        essere cittadino italiano, ovvero essere cittadino di uno Stato estero che accordi uguale trattamento in materia ai cittadini italiani;

–        essere di buona condotta;

–        essere meritevole della fiducia dell’amministrazione in rapporto alle leggi finanziarie e a quelle relative alla disciplina economica e valutaria.

Ciascuno dei sopramenzionati requisiti deve essere documentato da idonei certificati.

 

L’esame abilitativo si articola in una prova scritta, una pratica ed una prova orale. Tuttavia, per gli aspiranti in possesso di diploma di laurea in una materia giuridica, economica od equipollenti, l’esame consiste in un colloquio nelle materie indicate nell’art. 52 del TULD (art.9, l. 213/2000). Per i laureati quindi, la prova scritta e la prova pratica non sono previste.

La prova scritta verte in particolare sulle seguenti materie:

–          istituzioni di diritto privato,

–          principi di scienza delle finanze,

–          nozioni di diritto tributario.

La prova pratica consiste invece nella compilazione di alcune dichiarazioni doganali, integrata da una relazione scritta sugli adempimenti connessi con le singole operazioni e sull’iter dell’operazione stessa.

La prova orale verte, oltre che sulle materie che possono formare oggetto delle prove scritta e pratica, anche sulle seguenti materie:

 

–        Nozioni di diritto amministrativo;

–        Nozioni di diritto della navigazione (marittima ed aerea);

–        Nozioni di merceologia;

–        Nozioni di geografia economica e commerciale;

–        Nozioni di statistica generale ed economica;

–        Nozioni sulle disposizioni di carattere economico e valutario concernenti gli scambi con l’estero;

–        Cenni generali sui trattati e sugli accordi doganali, commerciali e di navigazione, con particolare Riguardo ai trattati istitutivi delle comunità europee.

–        Istituzioni di diritto privato;

–        Principi di scienza delle finanze;

–        Nozioni di diritto tributario;

–        Disposizioni sulla compilazione della dichiarazione ed adempimenti connessi alle singole operazioni doganali.

 

Tirocinio

 

La durata del tirocinio è 18 mesi consecutivi, da svolgersi presso uno spedizioniere doganale iscritto all’Albo da almeno 5 anni. Il tirocinio è subordinato all’iscrizione nel registro dei tirocinanti tenuto presso il Consiglio territoriale di appartenenza (Regolamento di tirocinio CNSD, ex art.6 DPR 7 agosto 2012 n. 137). Al termine del tirocinio viene rilasciato un certificato che ha validità 5 anni. Il certificato di tirocinio è condizione per sostenere l’esame di abilitazione alla professione. Quì è possibile trovare il regolamento e la modulistica relativa.