Codice Doganale dell’Unione (CDU). Novità introdotte ed istruzioni operative a decorrere dal 1° maggio 2016

marzo 22, 2017 scritto da ·

AgenziaDogane

Con la nota prot. 27517 RU del 6 marzo 2017, l’Agenzia delle Dogane fornisce alcuni chiarimenti ad integrazione delle istruzioni diramate con nota prot. n 45898 del 19 aprile 2016, relativi ai requisiti necessari per l’utilizzo dei luoghi diversi dalla dogana per la presentazione delle merci. La nota in questione sostituisce integralmente la nota sopracitata. Le parti modificate, nella nuova nota, sono evidenziate in grigio. In particolare, viene precisato che i luoghi compresi in autorizzazioni ex art. 76, par. 1, lett. c), del previgente Reg. (CE) n. 2913/92 (CDC), svolgono la funzione: di luoghi approvati per le merci in arrivo ai sensi dell’art. 139 CDU;
di luoghi diversi dalla dogana per le operazioni di export in ragione della definizione di “presentazione delle merci in dogana” recata dall’art. 5 (33) CDU (così come indicato al punto 3.3.1 delle linee guida unionali sulle semplificazioni). Per la presentazione della dichiarazione di transito da parte dello speditore autorizzato invece, sono validi i soli luoghi già autorizzati per tale regime. Tali luoghi sono considerati come luoghi approvati validi per la presentazione della dichiarazione di esportazione. Per l’inserimento di nuovi luoghi approvati, i titolari di autorizzazioni (alla domiciliazione o alla semplificata transito) o i soggetti che, non essendo titolari di autorizzazioni della specie, intendano operare presso “luogo approvato” all’import e/o all’export, producono istanza all’Ufficio delle dogane territorialmente competente in relazione al luogo dove è tenuta la contabilità principale doganale del richiedente e, nel caso in cui l’istanza sia presentata da un CAD, anche alla competente Direzione interregionale/regionale/interprovinciale che avviano la relativa istruttoria.
L’istanza presentata da soggetti diversi da titolari di autorizzazioni (alla domiciliazione o alla semplificata transito)” va corredata da elementi che giustifichino l’utilizzo del luogo in ragione del volume delle operazioni da effettuare e ne escludano l’occasionalità. Gli uffici devono concludere il procedimento per il rilascio dell’approvazione dei luoghi entro 60 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Per ulteriori dettagli si rinvia alla nota in commento.

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Adeguamento tasse e diritti marittimi – Anno 2017.

marzo 5, 2017 scritto da ·

AgenziaDogane

Con nota prot. n. 15827/R.U. del 09/02/2015 l’Agenzia delle Dogane aveva fornito istruzioni in merito alle modalità di adeguamento delle tasse e dei diritti marittimi previsti dal Decreto interministeriale in oggetto, specificando che l’adeguamento deve essere calcolato in ragione del 75% del tasso di inflazione FOI accertato dall’ISTAT per l’anno precedente di ciascun anno. Con la nuova nota prot. n. 7510/R.U. del 25/01/2017, l’Agenzia delle Dogane precisa che, tenuto conto che il tasso accertato dall’Istituto di statistica per il 2016 è stato dello – 0,1%, l’adeguamento da effettuare in ragione del 75% è pari a – 0,075% con decorrenza dal 1° febbraio 2017.

Tale criterio di calcolo si applica a tutte le realtà portuali del territorio nazionale, fatta eccezione per il Porto franco di Trieste ove, in forza del successivo comma 5 della stessa disposizione citata, si applicano, per la tassa erariale e portuale, i criteri di adeguamento come sopra descritti, prendendo tuttavia a base il 100% del tasso ufficiale di inflazione. Pertanto, presso i punti franchi di detto porto, l’adeguamento delle aliquote sarà dello – 0,1%.

Ai fini della corretta liquidazione dei suddetti tributi sono riportate in allegato alla nota due tabelle riepilogative delle aliquote aggiornate che resteranno in vigore sino al 31 gennaio 2018 (Tabella A, per tutti i Porti nazionali – Tabella B, per i soli punti franchi del Porto di Trieste). Per la riscossione della tassa di ancoraggio continuerà, invece, a farsi riferimento agli ordini di introito rilasciati dalle Capitanerie di porto territorialmente competenti (art. 1 DPR n. 1340/1966).

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Autorizzazione alla concessione della dilazione di pagamento. Modello di decisione.

marzo 5, 2017 scritto da ·

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Con la nota prot. 127198/R.U del 9/12/2016, l’Agenzia delle Dogane, dopo aver ricordato che il 15 giugno 2016 è stato pubblicato il modello che gli operatori devono utilizzare per chiedere al competente Ufficio delle dogane l’autorizzazione alla dilazione del pagamento dei dazi, dell’IVA e degli altri oneri dovuti per operazioni doganali all’importazione o all’esportazione, fornisce un modello di decisione di autorizzazione alla dilazione di pagamento (modello DPO con note esplicative) che deve obbligatoriamente essere utilizzato per l’adozione della decisione in questione con le istruzioni per la strutturazione del numero di riferimento della decision. In particolare, detta strutturazione è la seguente:

IT DPO (AAAA) (123456) N (1) Dove:

IT: è il codice identificativo Stato membro in cui la decisione è adottata,

DPO: è il codice identificativo del tipo di decisione,

(AAAA): è l’anno di adozione della decisione,

(123456): è il codice identificativo AIDA dell’Ufficio delle dogane che adotta la decisione,

N (1): è la numerazione (sequenziale) della decisione preceduta da lettera N.

Il modello fac-simile allegato è fornito in formato doc al fine di consentirne l’adattamento al caso concreto, ferma restando l’obbligatorietà della compilazione di tutti i campi che non siano motivatamente eliminabili.

L’Agenzia ricorda altresì che ai sensi dell’articolo 109.2 del CDU il pagamento, e di conseguenza anche l’autorizzazione alla sua dilazione, può essere effettuato da un terzo al posto del debitore e che la dilazione di pagamento è concessa ai sensi della lettera B) dell’articolo 110 del CDU in quanto attualmente in Italia questa è l’unica metodologia di dilazione informaticamente realizzata.

Per gli altri dettagli si rinvia alla soprarichiamata nota.

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Nuovo Manuale Transito/TIR. Versione in lingua italiana.

febbraio 23, 2017 scritto da ·

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Con la nota prot. 56453/RU dell’11 Maggio 2016 l’Agenzia delle Dogane aveva comunicato che la Commissione ha predisposto una versione consolidata del Manuale Transito/TIR, inizialmente disponibile solo in lingua inglese, che incorpora le modifiche apportate dal Codice doganale dell’Unione e dagli atti delegati ed esecutivi. Tale versione emendata è stata di recente tradotta in lingua italiana e, pertanto, con la nota prot. 141066/RU del 19 dicembre 2016 l’Agenzia informa che ne è avvenuta la pubblicazione sul suo sito internet. La nota ricorda inoltre che il Manuale in parola non costituisce un atto vincolante ma riveste esclusivamente natura esplicativa non solo del regime transito/TIR ma anche delle norme in materia di posizione doganale delle merci.

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Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili

febbraio 23, 2017 scritto da ·

AgenziaDogane

Con la Nota Prot. 137063/R.U. del 20 dicembre 2016, l’Agenzia delle Dogane informa che sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale-Serie Generale- n.282 del 2 dicembre 2016 è stata pubblicata la Legge 1° dicembre 2016, n.225, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 22 ottobre 2016, n.193 recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili,” in vigore dal 3 dicembre 2016, che contiene disposizioni di interesse anche per l’Agenzia. Il provvedimento dispone la conversione del Decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

Per quanto attiene, in particolare, ai profili di competenza delle dogane vengono evidenziate le seguenti disposizioni:

Articolo 4
(Disposizioni recanti misure per il recupero dell’evasione): viene introdotto, per i soggetti passivi IVA, l’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati concernenti tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, nonché di quelle ricevute e registrate, ivi comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni. Il disposto di cui al citato art. 21 reca, poi, ai commi 2 e 3, un elenco dettagliato delle informazioni da comunicare, nonché semplificazioni in ordine agli obblighi di conservazione della documentazione fiscale relativa alle fatture elettroniche ed ai documenti informatici, trasmessi attraverso il sistema di interscambio e memorizzati dall’Agenzia delle Entrate, rinviando ad un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate la definizione dei tempi e delle modalità applicative.

La decorrenza delle disposizioni sopra descritte è fissata, dal comma 4, al 1° gennaio 2017. Dalla medesima data vengono, altresì, previste soppressioni in ordine ad alcuni adempimenti di carattere fiscale.

In particolare, la lett. b) del citato comma 4, dispone l’ abolizione dell’obbligo di comunicazione, a questa Agenzia, degli elenchi riepilogativi (Elenchi Intra) concernenti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea, di cui all’articolo 50, comma 6, del Decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla Legge 29 ottobre, n. 427.

Per effetto delle modifiche operate dalla richiamata lettera b), permangono, a contrario, gli obblighi di comunicazione degli elenchi riepilogativi concernenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti UE.

Il comma 7 del medesimo art. 4, inoltre, alla lett. b) modifica il comma 6 dell’art. 50-bis del D.L. n. 331/1993, riconoscendo la facoltà a qualunque soggetto passivo d’imposta agli effetti dell’IVA di estrarre beni da un deposito I.V.A., ai fini della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di commercializzazione nello Stato. Per le ipotesi di beni introdotti ai sensi del comma 4, lettera b) (operazioni di immissione in libera pratica di beni non unionali destinati ad essere introdotti in un deposito IVA previa prestazione di idonea garanzia commisurata all’imposta), l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione previa prestazione di idonea garanzia, con i contenuti, nei casi e secondo modalità da definirsi con emanando decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Nelle restanti fattispecie di cui al comma 4 e, nelle more dell’adozione del citato decreto, anche per quella di cui alla predetta lett. b), l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione ma è versata in nome e per conto di esso da parte del gestore del deposito il quale è solidalmente responsabile per l’imposta stessa. Le disposizioni sopra descritte si applicano, in base al comma 8, a decorrere dal 1° aprile 2017.

Per la disamina delle ulteriori novità introdotte dalla sopracitata normative si rimanda al testo della Nota Prot. 137063/R.U. del 20 dicembre 2016 dell’Agenzia delle Dogane.

La Nota è disponibile al seguente  link

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