Intrastat – Misure di semplificazione degli obblighi comunicativi.

ottobre 9, 2017 scritto da ·

Con provvedimento Prot. n. 194409/2017 del 25 settembre 2017, adottato in forma congiuta dall’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia delle Entrate, vengono introdotte alcune semplificazioni relative alla presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (c.d. “Intrastat”),
in seguito alla adozione del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19. Le disposizioni del provvedimento in oggetto, le quali si applicano agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal mese di gennaio 2018, interessano gli elenchi riepilogativi relativi:
– agli acquisti di beni;
– agli acquisti di servizi;
– alle cessioni di beni;
– ai servizi resi.
In particolare, per quanto riguarda gli elenchi relativi agli acquisti di beni, viene stabilito che i soggetti che sono obbligati alla trasmissione dei relativi elenchi riepilogativi devono presentare, unicamente a fini statistici, gli elenchi degli acquisti intracomunitari di beni in relazione a periodi mensili, solo se l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, maggior o uguale a 200.000 euro. Per gli altri soggetti (diversi da quelli di cui al punto precedente), i dati riepilogativi vengono acquisiti (per fini statistici) direttamente dall’Agenzia delle entrate tramite i vari adempimenti comunicativi e sono resi disponibili all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, all’ISTAT e alla Banca d’Italia.
Per quanto riguarda invece gli elenchi relativi alla cessione di beni, viene stabilito che la compilazione dei dati statistici negli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni intracomunitarie di beni è facoltativa per i soggetti che presentano detti elenchi con periodicità mensile ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lett. b) del Decreto 22 febbraio 2010, che non hanno realizzato in alcuno dei quattro trimestri precedenti, cessioni intracomunitarie di beni per un ammontare totale trimestrale uguale o superiore a 100.000 euro.

Il Provvediemnto è disponibile al seguente  link

Esercenti depositi fiscali di prodotti energetici denaturati destinati alla navigazione marittima.

settembre 12, 2017 scritto da ·

Esercenti depositi fiscali di prodotti energetici denaturati destinati alla navigazione marittima già operanti quali destinatari registrati in vigenza del D.M. 577/95. Controlli sulla circolazione e sul deposito: con la circolare 10/D del 23 giugno 2017, l’Agenzia delle Dogane, nel richiamare la circolare 11/D del 29 aprile 2016, fornisce ulteriori indirizzi applicativi al D.M.15 dicembre 2015, n.225, in particolare per quanto riguarda la prescrizione secondo cui gli esercenti riconosciuti come destinatari registrati in vigenza della disciplina applicativa del D.M.577/95, ai quali era stata accordata la possibilità di effettuare rifornimenti sia di prodotti denaturati, mediante autocisterne, che di oli lubrificanti, possono continuare la predetta attività quali depositari autorizzati, a condizione che siano in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti per il rilascio dell’autorizzazione.
La precedente circolare 11/D del 29 aprile 2016 aveva disposto per comprovate eccezionali necessità operative e di approvvigionamento, che i predetti soggetti erano stati autorizzati dai competenti uffici doganali a ricevere, in qualità di destinatari registrati, gasolio denaturato dai depositi fiscali mittenti per la successiva destinazione ai bunkeraggi, per l’impiego agevolato ai sensi del punto 3 della tabella A allegata al D.lgs. 504/95. La precisazione fornita dalla nuova circolare consiste nel fatto che tale operatività negli approvvigionamenti continua ad essere consentita anche a seguito del rilascio ai predetti esercenti, laddove ne ricorrano i presupposti, dell’autorizzazione ad operare in regime di deposito fiscale.
Ne consegue, pertanto, che il trasferimento di gasolio denaturato secondo la formula di denaturazione di cui all’art.2, comma 2 del predetto D.M.225/15, la quale, dal 1° gennaio 2019, sarà obbligatoria per tutti gli impieghi di navigazione marittima che non danno luogo a versamento di accisa in applicazione della determinazione direttoriale prot.124230 del 15 novembre 2016, può essere effettuata tra depositi fiscali con la scorta dell’e-AD nel rispetto delle prescrizioni di cui alla determinazione direttoriale prot.158235 del 7 dicembre 2010.
Per ulteriori dettagli si rinvia al testo della circolare.

La Circolare è disponibile al seguente  link

 

Il Jobs Act autonomi è legge

maggio 15, 2017 scritto da ·

“Il Jobs Act degli autonomi colma almeno in parte un ritardo non più tollerabile sia per ragioni di ordine propriamente costituzionale sia per quelle di natura economica, politica e sociale. Per la prima volta, in un provvedimento dai contenuti circoscritti, ma pur sempre organico e dotato di una visione di insieme, il Legislatore prende atto della necessità di occuparsi del lavoro professionale, del rilievo socioeconomico del comparto, della strategicità dell’investimento nei confronti di quella parte del mondo produttivo che si dimostra sempre più spesso come la più idonea a favorire processi di innovazione e di sviluppo della cd. economia della conoscenza. Così Marina Calderone, Presidente del Comitato Unitario delle Professioni, ha commentato il via libera definitivo del Parlamento alle “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale”, il provvedimento approvato il 10 maggio in Senato con 158 voti favorevoli e diventato legge dopo 15 mesi dal varo del Consiglio dei Ministri.

La linea di intervento intrapresa dalla riforma del lavoro autonomo rappresenta per la Presidente “un primo segno di attenzione verso forme di lavoro non subordinato gravemente colpite dalla crisi economica” e “pone le basi per un successivo intervento legislativo a favore dell’equo compenso. Insieme alla deducibilità delle spese per la formazione dei professionisti, il CUP vede con favore anche la riaffermazione, all’interno del ddl, del principio di sussidiarietà che può favorire un processo di affiancamento e di progressiva sostituzione dei professionisti a branche dell’amministrazione pubblica sempre meno in grado di garantire soglie alte di qualità dei servizi e/o di protezione dei diritti dei cittadini.

Il Governo, in sede d’esame al Senato sul disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (AS 2233-B), ha accolto l’ordine del giorno del Senatore Maurizio Sacconi impegnandosi a tutelare l’equo compenso delle libere professioni.

Sacconi ha infatti invitato il Legislatore a valutare la possibilità di prevedere parametri, ai fini di informazioni al mercato, di determinazione del compenso dovuto ai lavoratori indipendenti, tenuto conto dei principi e dei vincoli derivanti in materia dall’ordinamento dell’Unione europea, nonché a valutare l’opportunità e la praticabilità dell’introduzione di un compenso minimo per il lavoro dipendente, tenuto conto degli orientamenti già espressi in materia dal Parlamento in sede di esame della delega lavoro (legge n. 183 del 2014).

Leggi il Comunicato Stampa CUP

Verificazione dei sistemi di misura per i fini fiscali.

maggio 13, 2017 scritto da ·

Con la circolare 6/D del 2 maggio 2017, l’Agenzia delel Dogane fornisce alcune istruzioni integrative rispetto alla circolare 23/D del 29 dicembre 2015, con le quali erano state fornite le indicazioni relative alle prove in laboratorio ed a quelle in impianto nonché le prescrizioni relativamente ai requisiti del personale necessarie per il coordinamento tecnico delle procedure di accreditamento, per i soli fini fiscali, dei soggetti che intendono operare quali laboratori autorizzati a prestare supporto all’Agenzia nei controlli di competenza.
Dalla data di emanazione di tale circolare, le nuove richieste di accreditamento per i fini fiscali di competenza devono essere effettuate esclusivamente secondo la norma ISO/IEC 17020:2012, la quale garantisce la piena conformità alle predette istruzioni dell’Amministrazione finanziaria.
Per i chiarimenti in oggetto si rinvia al testo della circolare in commento.

La Circolare è disponibile al seguente  link

Semplificazione della determinazione degli importi facenti parte del valore in dogana delle merci.

maggio 13, 2017 scritto da ·

Con la circolare 5/D del 21 aprile 2017, l’Agenzia delle Dogane fornisce dei chiarimenti aggiuntivi rispetto alla circolare n.16/D del 6 novembre 2015, con la quale aveva anticipato la circostanza di costituire “un documento di base” in vista dell’applicazione delle disposizioni recate dal Reg. UE 952/2013 (Codice Doganale dell’Unione, di seguito CDU) che, all’art. 73, stabilisce che le autorità doganali possono autorizzare su richiesta la determinazione di alcuni importi sulla base di criteri specifici, nel caso questi non siano quantificabili alla data di accettazione della dichiarazione in dogana. Gli importi in questione sono i seguenti:

  1. a) importi che devono essere inclusi nel valore in dogana conformemente all’articolo 70, paragrafo 2) (valore di transazione); e
  2. b) importi di cui agli articoli 71 e 72 (elementi da includere/escludere dal valore in dogana)”.

Le stesse istruzioni invitavano, poi, a “non sottovalutare” la lettera dell’art. 70, paragrafo 1, laddove, nel definire il valore di transazione come “il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci quando sono vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione”, aggiunge le parole “eventualmente adeguato”, così da consentire la ordinaria valorizzazione delle merci proprio sulla base dell’art. 73 CDU, alle condizioni previste dall’art.71 del Reg. delegato (UE) n. 2446 del 28 luglio 2015 (di seguito, RD). In materia rilevano, altresì, le pertinenti disposizioni recate dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447.

Con la circolare n.8/D del 19.4.2016, a seguito dell’entrata in applicazione del nuovo CDU, sono state fornite disposizioni e istruzioni procedurali anche per quanto riguarda il valore in dogana delle merci (cfr., cap. B3).

Alla luce delle nuove disposizioni unionali l’Agenzia ha ritenuto pertanto necessario adeguare le istruzioni procedimentali di cui alla citata circolare 16/D/2015 con riferimento ai seguenti profili:

  1. requisiti oggettivi per la semplificazione del valore in dogana (art. 71, paragrafo 1, RD).
  2. requisiti soggettivi per la semplificazione del valore in dogana (art. 71, paragrafo 2, RD).
  3. definizione del “prezzo pagato o da pagare”, oggi eventualmente adeguato ex art. 71 RD.
  4. definizione del “valore di transazione delle merci vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione” (art. 128 RE).
  5. portata dell’onere probatorio alla luce dei principi dell’ art.140 RE.
  6. procedimento autorizzativo.

Per gli ulteriori dettagli si rinvia alla circolare in commento con i relativi allegati recanti il modello di domanda con le relative istruzioni.

La Circolare Agenzia Dogane è disponibile al seguente link

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