Sistema degli operatori registrati REX. Istruzioni procedurali e linee guida per la registrazione degli operatori nazionali

novembre 28, 2017 scritto da ·

Con la circolare 113/D del 16.11.2017, l’Agenzia delle Dogane illustra il nuovo sistema degli esportatori registrati “REX”, per il Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG), disposto dal Regolamento di Esecuzione (UE) 2447/2015 e del quale è prevista un’applicazione graduale nel corso del periodo transitorio dal 1 ° gennaio 2017 al 30 giugno 2020.

Il sistema REX è utilizzato anche per la certificazione dell’origine nel quadro di Accordi commerciali preferenziali.
Tale sistema semplifica le procedure doganali di esportazione, consentendo agli esportatori registrati di certificare l’origine preferenziale con una dichiarazione su fattura o su altro documento commerciale.

Una volta assegnato, il numero REX è unico e l’esportatore registrato lo utilizza per tutte le sue esportazioni, sia con riferimento agli Accordi preferenziali che prevedono l’applicazione di questo sistema sia in ambito SPG.
Gli artt. da 78 a 111 del Reg. 2447/2015 disciplinano l’applicazione del sistema nel contesto SPG mentre l’art. 68, par. 1, del medesimo Regolamento, come modificato dal Regolamento di Esecuzione (UE) 989/2017, prevede la registrazione degli esportatori UE, nel medesimo sistema, anche al fine di utilizzarne le peculiarità al di fuori del SPG. In particolare, nel caso di Accordi preferenziali tra UE e Paesi terzi, la dichiarazione di origine deve essere resa esclusivamente da un esportatore registrato, in conformità alla legislazione dell’UE.

La citata previsione è concretamente applicabile all’Accordo UE/Canada (rif. art. 19 del Protocollo Origine CETA). Detto Accordo prevede che un documento relativo all’origine potrà essere compilato, fino alla conclusione del periodo di deroga (31 dicembre 2017), previsto dal par. 5 del citato art. 68 RE, da un esportatore non ancora registrato nel sistema REX, a condizione che quest’ultimo abbia lo status di esportatore autorizzato nell’Unione. Dopo tale data, ai fini dell’applicazione del CETA è obbligatoria la registrazione degli esportatori UE nel sistema REX.

La circolare in questione fornisce specifiche indicazioni per la corretta e uniforme gestione del nuovo sistema, in considerazione sia delle disposizioni contenute nel Reg. 2447/2015, come modificato dal successivo Regolamento di Esecuzione (UE) 989/2017, sia delle indicazioni contenute nel documento TAXUD (Orientamenti sul sistema degli esportatori registrati REX), diramato dalla Commissione Europea e disponibile sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione “Codice Doganale dell’Unione – CDU”.

La circolare precisa innanzitutto che qualsiasi esportatore, fabbricante o commerciante di merci originarie o ri-speditore di merci, stabilito nel territorio della UE ha diritto di chiedere alle autorità doganali competenti di essere registrato nel sistema REX (il relativo modello di domanda è allegato alla circolare), a condizione che possa produrre, in qualsiasi momento, a richiesta delle stesse autorità doganali, adeguate prove circa l’origine preferenziale autocertificata dei prodotti che intende esportare o rispedire.

In particolare, una società UE che ha sede in uno Stato membro e locali commerciali o magazzini nel territorio di un altro Stato membro può richiedere la registrazione REX in uno qualsiasi dei citati Stati membri (o in entrambi se le differenti società hanno anche un diverso codice EORI). Una società già registrata in uno Stato membro con il proprio codice EORI, non può chiedere la registrazione in un altro Stato membro con lo stesso codice.

L’esportatore può richiedere la registrazione alle autorità competenti del Paese in cui è stabilito o dove ha la sua sede sociale e amministrativa. L’esportatore registrato deve essere in grado di presentare in qualsiasi momento, a richiesta delle autorità doganali, tutti i documenti idonei a dimostrare il carattere originario dei prodotti esportati; le stesse autorità possono effettuare verifiche finalizzate al controllo della contabilità dell’esportatore e del processo di fabbricazione dei prodotti; copia delle dichiarazioni di origine e dei relativi documenti giustificativi devono essere conservati per almeno tre anni o per un periodo più lungo in base a quanto stabilito negli accordi preferenziali. Tale periodo decorre dalla fine dell’anno civile in cui sono state redatte le dichiarazioni sull’origine, salvo quanto diversamente previsto nei singoli accordi commerciali preferenziali.

La circolare fornisce anche alcune precisazioni riguardo la procedura da adottare per la registrazione degli esportatori nazionali nel sistema rex (art. 68, art. 80, art. 86, Reg. 2447/2015), per le quali si rimanda al testo della circolare. L’Agenzia inoltre segnala l’attivazione di un servizio di assistenza helpdesk al quale potranno essere indirizzate eventuali richieste o quesiti di natura tecnica o giuridico-procedurale concernenti il sistema REX.

La Circolare è disponibile al seguente  link

CDU – Operatività del sistema degli esportatori registrati REX.

novembre 28, 2017 scritto da ·

CDU – Operatività del sistema degli esportatori registrati REX, estensione in esercizio e istruzioni operative per l’indicazione del codice REX nelle dichiarazioni doganali di importazione e per la registrazione nel sistema REX degli esportatori nazionali: con nota Prot. 61168/RU del 16 novembre 2017, l’Agenzia delle Dogane informa dell’avvenuta attivazione, a partire dal 1 gennaio 20171, del Sistema unionale degli esportatori registrati REX che stabilisce nuove modalità di attestazione dell’origine nell’ambito del sistema delle preferenze generalizzate (SPG) e nel contesto di vigenti o futuri accordi commerciali bilaterali con la UE. Il sistema REX è disciplinato dal Regolamento di esecuzione (UE) n. 2447 del 24 novembre 2015 (RE) agli articoli da 78 a 111.

I paesi beneficiari SPG aderiscono al sistema REX entro il 30 giugno 20204, secondo un calendario concordato con la UE. All’avvenuta adesione del Paese beneficiario gli esportatori sono inseriti nella banca dati REX a cura delle proprie autorità competenti e utilizzano le attestazioni di origine di cui all’allegato 22-07 del RE. Nelle more dell’inserimento in REX, gli esportatori continuano transitoriamente a presentare certificati di origine “Modulo A” e dichiarazioni su fattura.

Sono tenuti a richiedere la registrazione nel sistema REX anche gli operatori economici dell’Unione Europea che intendono effettuare:

  • esportazioni verso i paesi del SPG di merci destinate ad essere incorporate all’interno di prodotti che saranno poi importati a loro volta nella UE (cd. cumulo bilaterale) di valore superiore a 6.000 Euro
  • rispedizioni di merci originarie di paesi del SPG verso altri Stati membri di valore superiore a 6.000 Euro
  • esportazioni nel contesto di accordi commerciali bilaterali che ne prevedono l’uso (e.g. accordo CETA con il Canada).

Con la nota in oggetto si forniscono le istruzioni per l’indicazione nelle dichiarazioni doganali di importazione delle attestazioni di origine (nuove modalità introdotte dal sistema REX), delle certificazioni d’origine (Modulo A -utilizzabile nel periodo transitorio) e delle dichiarazioni d’origine su fattura, nonché per la registrazione nel sistema REX degli esportatori nazionali. 
Per I dettagli si rimanda al testo della nota.

La Nota è disponibile al seguente  link

Obbligo di denuncia e di licenza fiscale di esercizio per i distributori stradali di gas naturale impiegato come carburante.

novembre 28, 2017 scritto da ·

Con la nota Prot. 123290 /RU del 21/11/2017, l’Agenzia delle Dogane informa che a seguito della modifica dell’art. 25 del D. Lgs. n. 504/1995 (T.U.A.), con la quale sono stati riformulati gli obblighi degli operatori esercenti impianti e depositi soggetti all’obbligo di denuncia di cui ai commi 1 e 2 dello stesso articolo 25, il legislatore ha stabilito che tutti i citati operatori devono essere muniti di licenza fiscale, valida fino a revoca.
Con la nuova formulazione del predetto art. 25 del T.U.A., risulta definitivamente chiarito che i distributori stradali di gas naturale, sia liquido che gassoso, impiegato come carburante, rientrano tra gli impianti soggetti all’obbligo di denuncia ed i relativi esercenti devono essere muniti di licenza fiscale di esercizio.
Sono di conseguenza state adeguate le funzionalità di AIDA al fine del rilascio delle licenze, in particolare per quanto riguarda le funzioni di Acquisizione e Modifica nella linea di lavoro di AIDA, Accise → Anagrafica → Gestione:
Nella sezione “Categoria Prodotti”
la categoria “E500 – G.P.L.” è stata rinominata “E500 – Gas di petrolio liquefatti (G.P.L.) ed altri idrocarburi gassosi” e sono stati eliminati i prodotti autorizzati aventi codice NC 27112100 e NC 27111100 riferiti al Gas Naturale
la categoria “27 – Gas Naturale (da utilizzarsi solo con il tipo impianto distributore stradale di carburante)” è stata rinominata in “27 – Gas naturale allo stato gassoso o liquido”; nei prodotti autorizzati, associati alla suddetta categoria e visualizzabili nei “Dati impianto”, sono stati inseriti i codici NC con le relative descrizioni “27112100 – Gas naturale allo stato gassoso” e “27111100 – Gas naturale liquefatto – G.N.L.”; 
 GESTIONE → MODIFICA 
Nella funzione di Modifica, che consente di variare i dati di impianto di una Ditta precedentemente acquisita, le aree “Categoria prodotto” e “Prodotti autorizzati” riportano, rispettivamente, la categoria nella sua nuova formulazione “27 – Gas naturale allo stato gassoso o liquido” e i prodotti con i codici NC 27112100 e 27111100 con le relative descrizioni. 
Gli Uffici, che detengono licenze rilasciate nella ex categoria 27, non devono procedere alla ristampa delle licenze e i titolari delle licenze interessate non devono aggiornare i dati del documento in loro possesso. 
Di conseguenza, le voci “Gas Naturale” presenti nella tabella TA13 sono state allineate alle descrizioni riportate in TARIC. 
Si precisa, infine, che nella linea di lavoro di AIDA, Accise → Gestione Registri → Gestione→ Rilascio Registro, il sistema non consente il rilascio di registri per le licenze in parola aventi come prodotti autorizzati solo il gas naturale. 
Le presenti istruzioni sono applicabili a partire dal 21 novembre 2017, data di estensione in esercizio degli adeguamenti in oggetto.
Nessuna modifica è stata apportata invece per l’acceso all’applicazione.

Somme accertate a titolo di marchi esportazione

novembre 28, 2017 scritto da ·

Con la nota prot. 123914 /RU del 31 ottobre 2017, l’Agenzia delle Dogane informa che a seguito delle innovazioni normative introdotte con il D.L. n.200 del 22.12.2008 (convertito con modificazioni dalla legge n. 9 del 18.02.2009 – e con successivo D.Lgs del 1.12.2009, n. 179), sono state abrogate le disposizioni inerenti l’assegnazione delle somme accertate a titolo di marchi esportazione all’ICE (oggi ITA), ma non anche quelle relative alla istituzione dei marchi per l’esportazione di alcuni prodotti ortofrutticoli (attualmente accertate col codice tributo 904) e per l’esportazione di riso (attualmente accertate col codice tributo 905). Per quanto riguarda questi ultimi 2 tributi, la cui comptetenza relative alla loro riscossione, che ancora permane in capo all’Agenzia, sono stati istituiti i seguenti nuovi codici tribute, da utilizzare a far data dal ricevimento della presente nota:
• il codice 161, che tiene luogo del codice 904, per le somme accertate a titolo di marchio per l’esportazione di alcuni prodotti ortofrutticoli;
• il codice 162, che tiene luogo del codice 905, per le somme accertate a titolo di marchio per l’esportazione del riso.

 

IVA dovuta dalle pubbliche amministrazioni e società a seguito della scissione dei pagamenti

novembre 28, 2017 scritto da ·

Con la Risoluzione N. 139/E del 10/11/2017, l’Agenzia delle Entrate, per consentire il versamento, mediante i modelli “F24” e “F24 Enti pubblici” (F24 EP), dell’IVA dovuta dalle pubbliche amministrazioni e società, ai sensi dell’articolo 5, comma 01, del D.M. del 23 gennaio 2015, istituisce i seguenti codici tributo e si forniscono le relative istruzioni di compilazione.

Per il modello F24, si istituisce il codice tributo: “6041”, denominato “IVA dovuta dalle PP.AA. e SOCIETA’ identificate ai fini IVA – scissione dei pagamenti per acquisti nell’esercizio di attività commerciali – art. 5, comma 01, D.M. 23 gennaio 2015”.

In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nei campi “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “anno di riferimento”, del mese e dell’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, rispettivamente, nei formati “00MM” e “AAAA”.

Per il modello F24 EP, si istituisce il codice tributo:
“621E”, denominato “IVA dovuta dalle PP.AA. e SOCIETA’ identificate ai fini IVA – scissione dei pagamenti per acquisti nell’esercizio di attività commerciali – art. 5, comma 01, D.M. 23 gennaio 2015”.

In sede di compilazione del modello “F24 Enti pubblici”:

  • nella sezione “CONTRIBUENTE”, sono indicati il codice fiscale e la 
denominazione/ragione sociale della pubblica amministrazione che effettua il 
versamento;
  • nella sezione “DETTAGLIO VERSAMENTO” sono indicati:
    • nel campo “sezione”, il valore “F” (Erario);
    • nel campo “codice tributo/causale”, il codice tributo;
    • nel campo “riferimento A”, il mese per cui si effettua il pagamento, nel 
formato “00MM”;
    • – nel campo “riferimento B”, l’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nel formato “AAAA”.

I soggetti diversi da quelli sopra citati effettuano il versamento dell’IVA dovuta in esito alla scissione dei pagamenti, ai sensi dell’articolo 4 del D.M. del 23 gennaio 2015, utilizzando i codici tributo “620E” e “6040”, istituiti con la risoluzione n. 15/E del 12 febbraio 2015, oppure direttamente all’entrata del bilancio dello Stato, con imputazione al capitolo 1203, articolo 12, nel caso di cui al comma 1, lettera c), del citato articolo 4.

La Risoluzione è disponibile al seguente link

 

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