Gestione automatizzata dei conti garanzia per la circolazione in regime sospensivo.

aprile 5, 2017 scritto da ·

Piano Tecnico di Automazione 2016 – PSS DOGSO048 – Digitalizzazione Accise – Intervento 010D4W – Gestione Conti Garanzia per la circolazione in regime sospensivo.
Estensione in ambiente di addestramento/validazione il 28 marzo 2017 e di esercizio il 30 maggio 2017: con la nota prot. 18109/RU del 24/03/2017, l’Agenzia delle Dogane informa che nell’ambito del Piano Tecnico di Automazione 2016 sono state sviluppate nuove funzionalità e implementati ulteriori controlli per la gestione automatizzata dei conti garanzia per la circolazione in regime sospensivo. Gli interventi in questione, finalizzati al miglioramento delle funzioni a supporto dell’attività degli operatori economici, riguardano i controlli relativi alla sezione “Garanzia di Circolazione” dei messaggi “IE815 – Draft DAA elettronico” e “IE813 – DAA – Cambio di destinazione”. Le modifiche sono operative in ambiente di addestramento/validazione dal 28 marzo 2017 e in ambiente di esercizio dal 30 maggio 2017. Per gli ulteriori dettagli si rinvia alla nota in commento.

La Nota è disponibile al seguente  link

Garanzia per l’esecuzione delle sentenze di condanna a favore dl contribuente.

aprile 5, 2017 scritto da ·

 

Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n.22 del 6 febbraio 2017 – Art. 69, comma 2, del D. Lgs n. 546/1992: con la nota Prot. 31568/R.U. del 14 marzo 2017, l’Agenzia delle Dogane informa dell’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 60 del 13 marzo 2017 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 6 febbraio 2017, n.22, recante: “Regolamento di attuazione dell’articolo 69, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.546, sulla garanzia per l’esecuzione delle sentenze di condanna a favore dl contribuente”, in vigore dal 28 marzo 2017. Il regolamento in questione stabilisce il contenuto della garanzia, la sua durata nonché il termine entro il quale la stessa può essere escussa a seguito dell’inerzia del contribuente in ordine alla restituzione delle somme garantite protrattasi per un periodo di tre mesi. Come è noto, infatti, il comma 1 dell’articolo 69 del decreto legislativo, n. 546/1992 prevede che l’esecuzione delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente per importi superiori ai diecimila euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinata, dal giudice, alla prestazione di idonea garanzia, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità del contribuente. L’Agenzia aveva già chiarito con la Circolare n. 21/D del 23.12.2015 che, relativamente alle sentenze di condanna al rimborso di somme costituite da risorse proprie tradizionali e da IVA riscossa all’importazione, il rimborso di tali somme, indipendentemente dal relativo importo, può avvenire soltanto a seguito del passaggio in giudicato della sentenza favorevole al contribuente, oppure previa costituzione di apposita garanzia che potrà essere svincolata solo all’esito definitivo del giudizio, come previsto dall’art. 98, paragrafo 1, del Reg. UE n. 952/2013. La garanzia di cui all’articolo 69, comma 2, del D. Lgs n.546/19912 è prevista, inoltre, anche nelle ipotesi di sospensione giudiziale dell’atto impugnato ovvero della sentenza, ai sensi degli articoli 47, comma 5, 52, comma 6 e 62 bis, comma 5, del citato D. Lgs n. 546/1992.

L’Agenzia evidenzia, in particolare, le disposizioni contenute nell’articolo 1, comma 4, del decreto in commento concernenti l’esatta copertura che deve essere assicurata dalla fideiussione (importo del debito con l’aggiunta degli interessi) e la precisazione che, qualora i tributi oggetto di contenzioso afferiscano a risorse proprie tradizionali, il tasso di interesse è determinato ai sensi dell’art. 112, par. 2, del Regolamento (UE) n. 952/2013. D’interesse è anche la previsione recata dall’articolo 2, circa la durata della garanzia nei casi di sospensione giudiziale dell’atto impugnato ovvero della sentenza ove, al comma 3, viene fatta salva la particolare disciplina prevista dalle norme unionali qualora l’oggetto del contenzioso sia costituito da risorse proprie tradizionali e da IVA riscossa all’importazione. E’ infatti precisato che la garanzia “è prestata fino al termine del nono mese successivo al passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero fino al termine del nono mese successivo all’estinzione del processo”.

Viene infine segnalato che l’articolo 1, comma 4, del Decreto in commento demanda ad un decreto del Direttore Generale delle Finanze l’individuazione dei modelli in conformità dei quali deve essere redatta la garanzia. Tali modelli dovranno essere utilizzati anche ai fini della prestazione della garanzia in questione nei giudizi aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali nonché l’IVA riscossa all’importazione, ad integrale sostituzione di quelli sinora in uso.

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Dichiarazione d’intento per utilizzo in estrazione da deposito IVA.

aprile 5, 2017 scritto da ·

Con la Risoluzione N. 35/E del 20/03/17 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sui depositi fiscali ai fini Iva, alla luce della nuova normativa in materia di depositi IVA. In particolare, l’Agenzia evidenzia che il comma 6 dell’art. 50-bis, nella sua nuova formulazione, prevede ora che l’estrazione di beni da deposito Iva sia effettuata senza pagamento dell’imposta quando eseguita da esportatori abituali che si avvalgono della facoltà di cui alla lettera c) del primo comma e al secondo comma dell’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. In tali casi la dichiarazione d’intento va comunque trasmessa all’Agenzia delle entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica.

Per quanto invece riguarda le modalità di compilazione del modello di dichiarazione d’intento nei casi sopra descritti, l’Agenzia ricorda che con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 dicembre 2016 è stato approvato un nuovo modello di dichiarazione d’intento, utilizzabile per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017. Inoltre si precisa che l’esportatore abituale che intende avvalersi della facoltà prevista dall’art. 50-bis, comma 6, sesto periodo del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, deve compilare una dichiarazione d’intento per ogni singola estrazione indicando come destinatario della stessa il gestore del deposito; pertanto, nella Sezione “Destinatario della dichiarazione” del modello occorrerà riportare il codice fiscale, la partita iva e la denominazione del gestore del deposito Iva. L’importo dell’estrazione, calcolato come indicato nel primo periodo del comma 6 dell’art. 50-bis, va inserito nel modello nella Sezione “Dichiarazione” – campo 1 “una sola operazione per un importo fino a euro”.

Per quanto riguarda invece le modalità di presentazione e verifica della trasmissione, l’esportatore abituale che procede all’estrazione senza pagamento dell’imposta deve trasmettere telematicamente la dichiarazione d’intento all’Agenzia delle entrate ed acquisire la relativa ricevuta telematica. La dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, deve essere consegnata al gestore del deposito, che procede a riscontrare telematicamente l’avvenuta presentazione all’Agenzia. Restano altresì ferme le modalità procedurali previste dal penultimo periodo del comma 6 dell’art. 50-bis, del decreto legge n. 331 del 1993, per lo svincolo della garanzia prevista dal comma 4, lettera b) del medesimo articolo. Al riguardo, la risoluzione rinvia alle istruzioni e precisazioni fornite dall’Agenzia delle dogane con nota la prot. n. 84920/RU del 7 settembre 2011 e la nota prot. n.113881/RU del 5 ottobre 2011. In particolare, al punto 2. della nota prot. n.113881/RU è stato precisato che il soggetto che procede all’estrazione deve produrre:

“1. copia dell’autofattura ovvero, in caso di esportazione o di cessione intracomunitaria, copia della fattura, integrata con gli estremi della registrazione nei libri contabili ovvero, in alternativa a tale integrazione, corredata da copia del registro di cui agli articoli 23/24 e 25 del D.P.R. 633/1972 da cui risulti l’avvenuta registrazione delle suddette fatture;

  1. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con allegata la copia di un documento di identità, rilasciata ai sensi degli artt.19 e 47 D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 e attestante la conformità all’originale e l’effettiva registrazione nei libri contabili dell’autofattura o della fattura.”
  2. Utilizzo del Plafond: l’utilizzo della dichiarazione d’intento per l’estrazione di beni da deposito Iva comporta, ovviamente, utilizzo da parte dell’esportatore abituale del suo plafond disponibile. In particolare, per ogni singola estrazione l’importo del plafond va ridotto dell’ammontare indicato nella Sezione “Dichiarazione” – campo 1 “una sola operazione per un importo fino a euro” del modello.

La Risoluzione è disponibile al seguente  link

 

Depositi IVA. Modifiche operanti dal 1° aprile 2017. Istruzioni

aprile 5, 2017 scritto da ·

AgenziaDogane

Con la nota prot. 38945/R.U del 30 marzo 2017, l’Agenzia delle Dogane fornisce alcuni chiarimenti relativi al decreto legge 22 ottobre 2016, n.193, recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, con cui sono state apportate significative modifiche alla disciplina fiscale dei depositi IVA. L’art. 4, comma 7, del suddetto D.L. n.193/2016 ha infatti emendato l’art. 50 bis, D.L. n. 331/93, ampliando I casi di utilizzo del deposito IVA. Rilevanti novità sono inoltre state introdotte riguardo l’estrazione dei beni dal deposito IVA, demandando ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze l’individuazione dei contenuti, delle modalità e dei casi nei quali è dovuta la prestazione di idonea garanzia da parte del soggetto che procede all’estrazione dei beni in questione. 
Le modifiche in questione sono divenute applicabili a decorrere dal 1° aprile 2017.
A completamento delle disposizioni suddette è intervenuto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 febbraio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 2017, recante disposizioni in materia di “Estrazione dei beni introdotti in deposito IVA ai sensi dell’articolo 50-bis, comma 6, del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, come modificato dall’articolo 4, comma 7, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193”.

La nota in commento fornisce quindi alcune istruzioni illustrative delle novità introdotte dal nuovo provvedimento. 
Si precisa innanzitutto che a partire dal 1° aprile 2017: 
a)  sono effettuate senza pagamento dell’imposta sul valore aggiunto le cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito IVA (e non più soltanto quelle oggetto di cessione intracomunitaria o quelle elencate nella tabella A-bis allegata al decreto legge n. 331/1993 citato); 
b)  l’estrazione dei beni da un deposito IVA, ai fini della loro utilizzazione o commercializzazione nello Stato, comporta il pagamento dell’imposta; 
c)  per l’estrazione dei beni introdotti nel deposito IVA ai sensi dell’art. 50 bis, comma 4, lettera b), del D.L. n. 331/93 l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione a norma dell’art. 17, secondo comma, del D.P.R. n. 633/1972 (c.d. “reverse charge” o inversione contabile), previa prestazione di idonea garanzia, con i contenuti, secondo le modalità e nei casi definiti con il citato decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 febbraio 2017, d) nei restanti casi di cui al comma 4 suddetto, l’imposta è dovuta dal soggetto che procede all’estrazione ed è versata in nome e per conto di tale soggetto dal gestore del deposito, che ne è solidalmente responsabile. Il versamento è eseguito con il Modello F24, entro il mese successivo alla data di estrazione. E’ tuttavia esclusa la compensazione ivi prevista. Il soggetto che procede all’estrazione annota, nel registro di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/72, una fattura emessa ai sensi dell’art. 17, secondo comma, del medesimo decreto ed i dati della ricevuta del versamento effettuato dal gestore del deposito. Inoltre, semore dal 1° aprile 2017, è effettuata senza pagamento dell’imposta l’estrazione da parte di soggetti che si avvalgono della facoltà di cui alla lettera c) del primo comma e al secondo comma dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/1972. In tal caso, la dichiarazione d’intento prevista dall’art. 1, comma 1, lettera c), del decreto legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica. Infine, per i beni introdotti in un deposito IVA in forza di un acquisto intracomunitario, il soggetto che procede all’estrazione assolve l’imposta provvedendo all’integrazione della relativa fattura (con l’indicazione dei servizi eventualmente resi e dell’imposta), nonché all’annotazione della variazione in aumento nel registro di cui all’art. 23 del citato D.P.R. n.633/1972, entro quindici giorni dall’estrazione e con riferimento alla relativa data; la variazione deve, altresì, essere annotata nel registro di cui all’art. 25 del medesimo decreto entro il mese successivo a quello dell’estrazione.

Come accennato in precedenza, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 febbraio 2017 ha definito i contenuti, le modalità ed casi di prestazione della garanzia prevista dal comma 6 dell’art. 50 bis D.L. n.331/93 per l’estrazione dei beni introdotti nel deposito IVA ai sensi del comma 4, lettera b). In particolare, qualora l’estrazione sia posta in essere da un soggetto diverso da quello che ha introdotto i beni in deposito Iva ai sensi del comma 4, lett. b), l’art. 2 del decreto individua, al comma 1 gli elementi soggettivi di affidabilità al ricorrere dei quali il contribuente può procedere all’estrazione dei beni dal deposito IVA assolvendo l’imposta con l’inversione contabile e senza prestazione di alcuna garanzia. I requisiti in questione sono i seguenti: a) presentazione della dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, se obbligato, nei tre periodi d’imposta antecedenti l’operazione di estrazione; b) esecuzione dei versamenti, se dovuti, relativi all’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alle ultime tre dichiarazioni annuali presentate alla data dell’operazione di estrazione; c) assenza di avviso di rettifica o di accertamento definitivo per il quale non è stato eseguito il pagamento delle somme dovute, per violazioni relative all’emissione o all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, notificati nel periodo d’imposta in corso ovvero nei tre antecedenti l’operazione di estrazione; d) assenza della formale conoscenza dell’inizio di procedimenti penali o di condanne o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, a carico del legale rappresentante o del titolare della ditta individuale, per uno dei delitti previsti dagli artt. 2, 3, 5, 8, 10, 10-ter, 10-quater e 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e dall’art. 216 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

In mancanza dei suddetti requisiti, il soggetto che estrae i beni dal deposito IVA è tenuto invece alla prestazione di una garanzia secondo le modalità stabilite dall’art. 38-bis, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972, a favore del competente ufficio dell’Agenzia delle entrate, per l’importo corrispondente all’imposta dovuta per la durata di sei mesi dalla data di estrazione. Copia della stessa deve essere consegnata dal soggetto estrattore al gestore del deposito all’atto dell’estrazione. La nota dell’Agenzia delle Dogane ricorda anche che con Provvedimento 28 marzo 2017 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, sono stati approvati due diversi modelli di garanzia: il primo è relativo alla costituzione di un deposito vincolato in titoli di Stato o garantiti dallo Stato presso un intermediario o una banca; il secondo consiste nel rilascio di una polizza fideiussoria o di una fideiussione bancaria. Entrambi i modelli vanno consegnati alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle entrate competente in base al domicilio fiscale del “richiedente”, cioè del soggetto che intende estrarre i beni in questione dal deposito IVA.

Per gli ulteriori dettagli si rinvia alla nota in commento.

La Nota è disponibile al seguente link

 

Comunicato stampa comunicazioni relative ai modelli intrastat.

marzo 22, 2017 scritto da ·

Con comunicato stampa congiunto del 17 febbraio 2017, l’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia delle Entrate informano che nell’ambito della conversione in legge del D.L. n. 244/2016 (cosiddetto “Decreto Milleproroghe”), è imminente la formalizzazione di misure, già approvate dal Senato, che posticipano di un anno gli effetti della soppressione delle comunicazioni relative agli acquisti intracomunitari di beni ed alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell’Unione europea (Modelli INTRA-2). Nelle more della definizione del quadro giuridico e considerato che, in base al Regolamento CE n. 638/2004 del 31 marzo 2004 (e successivi regolamenti di modifica ed attuazione), concernente le statistiche relative agli scambi di beni tra Stati membri dell’Unione Europea, l’Istat deve comunque raccogliere a fini statistici le informazioni relative agli acquisti intracomunitari di beni per il mese di gennaio 2017, viene comunicato che l’obbligo di trasmissione delle comunicazioni in questione permane solo a carico dei soggetti passivi IV A già tenuti alla presentazione mensile dei Modelli INTRA-2 per gli acquisti di beni ovvero che rientrino in tale periodicità in base all’ammontare delle operazioni intracomunitarie di acquisto di beni per un valore superiore a € 50.000,00 nel IV trimestre 2016 ovvero a gennaio 2017.

Tali soggetti, pertanto, sono tenuti ad effettuare, con le consuete modalità, la comunicazione mensile dei Modelli INTRA-2 compilando integralmente tali Modelli e a procedere al loro invio utilizzando gli usuali canali telematici (Servizio telematico doganale e Entratel), al fine di rispettare gli obblighi statistici definiti a livello UE.

 Il Comunicato  è disponibile al seguente  link

 

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