Il Jobs Act autonomi è legge

maggio 15, 2017 scritto da ·

“Il Jobs Act degli autonomi colma almeno in parte un ritardo non più tollerabile sia per ragioni di ordine propriamente costituzionale sia per quelle di natura economica, politica e sociale. Per la prima volta, in un provvedimento dai contenuti circoscritti, ma pur sempre organico e dotato di una visione di insieme, il Legislatore prende atto della necessità di occuparsi del lavoro professionale, del rilievo socioeconomico del comparto, della strategicità dell’investimento nei confronti di quella parte del mondo produttivo che si dimostra sempre più spesso come la più idonea a favorire processi di innovazione e di sviluppo della cd. economia della conoscenza. Così Marina Calderone, Presidente del Comitato Unitario delle Professioni, ha commentato il via libera definitivo del Parlamento alle “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale”, il provvedimento approvato il 10 maggio in Senato con 158 voti favorevoli e diventato legge dopo 15 mesi dal varo del Consiglio dei Ministri.

La linea di intervento intrapresa dalla riforma del lavoro autonomo rappresenta per la Presidente “un primo segno di attenzione verso forme di lavoro non subordinato gravemente colpite dalla crisi economica” e “pone le basi per un successivo intervento legislativo a favore dell’equo compenso. Insieme alla deducibilità delle spese per la formazione dei professionisti, il CUP vede con favore anche la riaffermazione, all’interno del ddl, del principio di sussidiarietà che può favorire un processo di affiancamento e di progressiva sostituzione dei professionisti a branche dell’amministrazione pubblica sempre meno in grado di garantire soglie alte di qualità dei servizi e/o di protezione dei diritti dei cittadini.

Il Governo, in sede d’esame al Senato sul disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (AS 2233-B), ha accolto l’ordine del giorno del Senatore Maurizio Sacconi impegnandosi a tutelare l’equo compenso delle libere professioni.

Sacconi ha infatti invitato il Legislatore a valutare la possibilità di prevedere parametri, ai fini di informazioni al mercato, di determinazione del compenso dovuto ai lavoratori indipendenti, tenuto conto dei principi e dei vincoli derivanti in materia dall’ordinamento dell’Unione europea, nonché a valutare l’opportunità e la praticabilità dell’introduzione di un compenso minimo per il lavoro dipendente, tenuto conto degli orientamenti già espressi in materia dal Parlamento in sede di esame della delega lavoro (legge n. 183 del 2014).

Leggi il Comunicato Stampa CUP

Verificazione dei sistemi di misura per i fini fiscali.

maggio 13, 2017 scritto da ·

Con la circolare 6/D del 2 maggio 2017, l’Agenzia delel Dogane fornisce alcune istruzioni integrative rispetto alla circolare 23/D del 29 dicembre 2015, con le quali erano state fornite le indicazioni relative alle prove in laboratorio ed a quelle in impianto nonché le prescrizioni relativamente ai requisiti del personale necessarie per il coordinamento tecnico delle procedure di accreditamento, per i soli fini fiscali, dei soggetti che intendono operare quali laboratori autorizzati a prestare supporto all’Agenzia nei controlli di competenza.
Dalla data di emanazione di tale circolare, le nuove richieste di accreditamento per i fini fiscali di competenza devono essere effettuate esclusivamente secondo la norma ISO/IEC 17020:2012, la quale garantisce la piena conformità alle predette istruzioni dell’Amministrazione finanziaria.
Per i chiarimenti in oggetto si rinvia al testo della circolare in commento.

La Circolare è disponibile al seguente  link

Classificazione delle merci nella nomenclatura doganale.

maggio 13, 2017 scritto da ·

Comunicazione in applicazione dell’articolo 34, paragrafo 7, lettera a), punto iii), del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle decisioni in materia di informazioni vincolanti adottate dalle autorità doganali degli Stati membri in materia di classificazione delle merci nella nomenclatura doganale: nella Gazzetta Ufficiale dell’UE serie C128 del 22 aprile 2017 è stata pubblicata una Comunicazione della Commissione Europea recante l’elenco delle Informationi Tariffarie Vincolanti (ITV) da considerare revocate in quanto divenute incompatibili con l’interpretazione della nomenclatura doganale a seguito dell’adozione, da parte del comitato del sistema armonizzato (documento CCD n. NC2304 – relazione della 58a sessione), di nuove decisioni di classificazione, pareri in materia di classificazione o modifiche delle note esplicative della nomenclatura del sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci adottati dal Consiglio di cooperazione doganale.
 La Comunicazione è disponibile al seguente  link

Semplificazione della determinazione degli importi facenti parte del valore in dogana delle merci.

maggio 13, 2017 scritto da ·

Con la circolare 5/D del 21 aprile 2017, l’Agenzia delle Dogane fornisce dei chiarimenti aggiuntivi rispetto alla circolare n.16/D del 6 novembre 2015, con la quale aveva anticipato la circostanza di costituire “un documento di base” in vista dell’applicazione delle disposizioni recate dal Reg. UE 952/2013 (Codice Doganale dell’Unione, di seguito CDU) che, all’art. 73, stabilisce che le autorità doganali possono autorizzare su richiesta la determinazione di alcuni importi sulla base di criteri specifici, nel caso questi non siano quantificabili alla data di accettazione della dichiarazione in dogana. Gli importi in questione sono i seguenti:

  1. a) importi che devono essere inclusi nel valore in dogana conformemente all’articolo 70, paragrafo 2) (valore di transazione); e
  2. b) importi di cui agli articoli 71 e 72 (elementi da includere/escludere dal valore in dogana)”.

Le stesse istruzioni invitavano, poi, a “non sottovalutare” la lettera dell’art. 70, paragrafo 1, laddove, nel definire il valore di transazione come “il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci quando sono vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione”, aggiunge le parole “eventualmente adeguato”, così da consentire la ordinaria valorizzazione delle merci proprio sulla base dell’art. 73 CDU, alle condizioni previste dall’art.71 del Reg. delegato (UE) n. 2446 del 28 luglio 2015 (di seguito, RD). In materia rilevano, altresì, le pertinenti disposizioni recate dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447.

Con la circolare n.8/D del 19.4.2016, a seguito dell’entrata in applicazione del nuovo CDU, sono state fornite disposizioni e istruzioni procedurali anche per quanto riguarda il valore in dogana delle merci (cfr., cap. B3).

Alla luce delle nuove disposizioni unionali l’Agenzia ha ritenuto pertanto necessario adeguare le istruzioni procedimentali di cui alla citata circolare 16/D/2015 con riferimento ai seguenti profili:

  1. requisiti oggettivi per la semplificazione del valore in dogana (art. 71, paragrafo 1, RD).
  2. requisiti soggettivi per la semplificazione del valore in dogana (art. 71, paragrafo 2, RD).
  3. definizione del “prezzo pagato o da pagare”, oggi eventualmente adeguato ex art. 71 RD.
  4. definizione del “valore di transazione delle merci vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione” (art. 128 RE).
  5. portata dell’onere probatorio alla luce dei principi dell’ art.140 RE.
  6. procedimento autorizzativo.

Per gli ulteriori dettagli si rinvia alla circolare in commento con i relativi allegati recanti il modello di domanda con le relative istruzioni.

La Circolare Agenzia Dogane è disponibile al seguente link

Regime di perfezionamento attivo – trattamento ai fini IVA delle merci unionali

maggio 13, 2017 scritto da ·

AgenziaDogane

Con la nota Prot. 34667 del 20 aprile 2017, l’Agenzia delle Dogane fornisce ulteriori chiarimenti in merito al trattamento fiscale da applicare alle merci ottenute dalla lavorazione in regime di perfezionamento attivo all’atto dell’importazione delle stesse. Nel fare riferimento alla nota prot. n. 3399 del 02.02.2017, con la quale  era stato posto un quesito riguardo un’autorizzazione di perfezionamento attivo con inizio validità il 1° maggio 2016, che coinvolgeva più Stati membri rilasciata dall’Amministrazione doganale tedesca alla ditta Tetra Pak Carta S.p.A. con svolgimento di alcune lavorazioni in Italia e la successiva importazione dei prodotti trasformati, l’Agenzia precisa che il titolare dell’autorizzazione al regime di perfezionamento attivo, in base a quanto indicato nell’istanza, può scegliere se applicare ai fini della tassazione l’art. 85 o 86 par. 3 del CDU. A seconda del caso, gli elementi dell’obbligazione doganale saranno determinati al momento della presentazione della dichiarazione di importazione (art. 85 CDU) oppure del vincolo delle materie prime al regime (art. 86 parag. 3 CDU).

Il valore imponibile oggetto di tassazione, nel caso in cui venga applicato l’art. 85 del CDU, va determinato in base alle regole generali sul valore e quindi includerà, se sono state utilizzate merci unionali, anche il valore di quest’ultime. Se non si intende sottoporre a tassazione il valore delle merci unionali si dovrà optare per l’applicazione dell’art. 86 parag. 3 del CDU. Il valore imponibile dei prodotti compensatori determinato secondo le disposizioni sopra citate è utilizzabile all’atto dell’importazione sia ai fini daziari che ai fini fiscali, come previsto dall’art. 69 del D.P.R. n. 633/72. L’utilizzo nella lavorazione in regime di perfezionamento attivo sia di merci unionali che merci terze per la produzione del prodotto finale comporta la prevalenza, nella fase di tassazione, del regime doganale scelto rispetto allo status delle merci stesse, in quanto ciò che è oggetto di importazione è il prodotto ottenuto dalla lavorazione di merce terza e merce unionale.

Considerato quindi il nuovo quadro normativo di riferimento, spetterà all’operatore valutare quale è il tipo di tassazione più conveniente per l’operazione che intende effettuare.

Ad esempio, nel caso in esame, in cui la merce unionale (88,776%) utilizzata nella lavorazione risulta quasi totalmente prevalente rispetto alle merci terze (11,224%), l’applicazione del regime potrebbe non essere conveniente per la ditta, in quanto il risparmio in termini daziari sulla materia prima terza potrebbe essere notevolmente inferiore rispetto ai costi dovuti all’applicazione della fiscalità interna sul prodotto compensatorio finale.

L’Agenzia rammenta infine che per le operazioni relative ad autorizzazioni alla trasformazione sotto controllo doganale ancora in essere nel periodo transitorio, dovrà essere applicata necessariamente, all’atto dell’importazione dei prodotti compensatori, la tassazione prevista dall’art. 85 CDU sia ai fini daziari che fiscali e non potrà più essere seguita la prassi contenuta nella nota prot. n.5258/9311 del 22.12.1984 che prevedeva la riscossione dell’IVA sulle materie prime vincolate al regime.
Il Comunicato è disponibile al seguente link

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