Deposito IVA: mancata introduzione fisica della merce in deposito

ottobre 6, 2014 scritto da ·

Deposito IVA: in caso di mancata introduzione fisica della merce in deposito, la dogana non può richiedere l’IVA già stata assolta mediante il reverse charge

La corte di Giustizia dell’UE, con sentenza della Sesta Sezione del 17 luglio 2014 pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria Regionale per la Toscana) — Equoland Soc. coop. arl/Agenzia delle Dogane — Ufficio delle Dogane di Livorno (Causa C-272/13), affronta il problema della mancata introduzione fisica in un deposito IVA di  merci importate nel territorio dello Stato. Read more

Accise per prodotti immessi in consumo in uno Stato membro e detenuti a fini commerciali in un altro Stato membro

settembre 15, 2014 scritto da ·

Con sentenza della Seconda Sezione del 3 luglio 2014 pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzhof (Causa C-165/13), la Corte di Giustizia dell’UE chiarisce che l’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 92/12/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, relativa al regime generale, alla detenzione, alla circolazione ed ai controlli dei prodotti soggetti ad accisa, come modificata dalla direttiva 92/108/CEE del Consiglio, del 14 dicembre 1992, in combinato disposto con l’articolo 7 di tale direttiva, deve essere interpretato nel senso che tale disposizione consente ad uno Stato membro di designare come debitore dell’accisa una persona che detiene per scopi commerciali, nel territorio fiscale di tale Stato, prodotti soggetti ad accisa immessi in consumo in un altro Stato membro in circostanze come quelle del procedimento principale, sebbene tale persona non sia il primo detentore di tali prodotti nello Stato membro di destinazione.

Allegati:

Corte – 2014 – Causa C165_13 – Domanda di pronuncia – 3.04.2013

Corte – 2014 – Causa C165_13 – Sentenza – 3.07.2013

Sottrazione al controllo doganale di una merce soggetta a dazi doganali all’importazione

settembre 8, 2014 scritto da ·

Con sentenza della Sesta Sezione del 12 giugno 2014 pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale del Bundesfinanzhof, Germania (Causa C-75/13), la Corte di Giustizia UE ha chiarito la portata degli articoli 50 e 203 del codice doganale comunitario (Reg. (CEE) n. 2913/92). Ad avviso della Corte tali articoli vanno interpretati nel senso che una merce posta in custodia temporanea deve considerarsi sottratta al controllo doganale se essa è dichiarata in regime di transito comunitario esterno, ma non lascia il deposito e non è presentata all’ufficio doganale di destinazione, mentre i documenti di transito sono presentati a quest’ultimo.

L’articolo 203, paragrafo 3, quarto trattino, del regolamento n. 2913/92, come modificato dal regolamento n. 648/2005, deve essere inoltre interpretato nel senso che, in circostanze come quelle oggetto del procedimento, in caso di sottrazione di una merce al controllo doganale, la persona che, in quanto speditore autorizzato, ha vincolato tale merce al regime doganale del transito comunitario esterno è un debitore ai sensi della disposizione in parola.

Allegati:

Corte – 2014 – Causa C75_13 – Domanda – 25.05.2013

Corte – 2014 – Causa C75_13 – Sentenza – 12.06.2014

Violazione del diritto alla difesa nel procedimento di recupero a posteriori di dazi doganali

settembre 8, 2014 scritto da ·

Con sentenza della Quinta Sezione del 3 luglio 2014 pronunciata su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden, Paesi Bassi) (Cause riunite C- 129/13 e C-130/13), la Corte di Giustizia ha precisato che il principio del rispetto dei diritti della difesa da parte dell’amministrazione e il diritto che ne deriva, per ogni persona, di essere sentita prima dell’adozione di qualsiasi decisione che possa incidere in modo negativo sui suoi interessi, quali si applicano nell’ambito del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario, come modificato dal regolamento (CE) n. 2700/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, possono essere fatti valere direttamente, dai singoli, dinanzi ai giudici nazionali.

Il principio del rispetto dei diritti della difesa e, segnatamente, il diritto di ogni persona di essere sentita prima dell’adozione di un provvedimento individuale lesivo, devono essere interpretati nel senso che, quando il destinatario di un’intimazione di pagamento adottata a titolo di un procedimento di recupero a posteriori di dazi doganali all’importazione, in applicazione del regolamento n. 2913/92, come modificato dal regolamento n. 2700/2000, non è stato sentito dall’amministrazione prima dell’adozione di tale decisione, i suoi diritti della difesa sono violati quand’anche abbia la possibilità di fare valere la sua posizione nel corso di una fase di reclamo amministrativo ulteriore, se la normativa nazionale non consente ai destinatari di siffatte intimazioni, in mancanza di una previa audizione, di ottenere la sospensione della loro esecuzione fino alla loro eventuale riforma. È quanto avviene, in ogni caso, se la procedura amministrativa nazionale che attua l’articolo 244, secondo comma, del regolamento n. 2913/92, come modificato dal regolamento n. 2700/2000, limita la concessione di siffatta sospensione allorché vi sono motivi di dubitare della conformità della decisione impugnata alla normativa doganale, o si debba temere un danno irreparabile per l’interessato.

Le condizioni in cui deve essere garantito il rispetto dei diritti della difesa e le conseguenze della violazione di tali diritti rientrano nella sfera del diritto nazionale, purché i provvedimenti adottati in tal senso siano dello stesso genere di quelli di cui beneficiano i singoli in situazioni di diritto nazionale comparabili (principio di equivalenza) e non rendano in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento giuridico dell’Unione (principio di effettività).

Il giudice nazionale, avendo l’obbligo di garantire la piena efficacia del diritto dell’Unione, può, nel valutare le conseguenze di una violazione dei diritti della difesa, in particolare del diritto di essere sentiti, tenere conto della circostanza che una siffatta violazione determina l’annullamento della decisione adottata al termine del procedimento amministrativo di cui trattasi soltanto se, in mancanza di tale irregolarità, tale procedimento avrebbe potuto comportare un risultato diverso.

Allegati:

Corte – 2014 – Causa C129_13 – Domanda – 18.03.2013

Corte – 2014 – Causa C130_13 – Domanda – 15.06.2013

Corte – 2014 – Causa C129_C130_13 – Sentenza – 3.07.2013

La presentazione tardiva delle merci all’ufficio non costituisce ipotesi di sottrazione delle merci al controllo

luglio 14, 2014 scritto da ·

 Con Sentenza del 15 maggio 2014 resa nell’ambito della Causa C-480/12, la Corte di Giustizia dell’UE, Prima Sezione ha precisato che gli articoli 203 e 204 del codice doganale comunitario, in combinato disposto con l’articolo 859, punto 2, lettera c), del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d’applicazione, devono essere interpretati nel senso che il mero superamento del termine di presentazione, fissato in conformità dell’articolo 356, paragrafo 1, del regolamento n. 2454/93, Read more

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