National Maritime Single Window. Interoperabilità: Modalità di fruizione dei servizi di cooperazione applicativa tra i sistemi PMIS e AIDA.

novembre 8, 2017 scritto da ·

Con  Direttiva prot. 136161 del 2 novembre 2017 diramata dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto viene reso noto che a seguito della emanazione della Direttiva 2010/65/UE, che mira a semplificare e armonizzare le procedure amministrative applicate al trasporto marittimo attraverso l’istituzione dell’uso generalizzato della trasmissione elettronica delle informazioni, nonché attraverso la razionalizzazione delle formalità di dichiarazione per le navi in arrivo e in partenza dai porti dell’Unione europea (UE). La Direttiva in questione, recepita in Italia con D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 – art. 8 commi da 10 a 17 (convertito, con modificazioni, in legge 17 dicembre 2012, n.221), ha istituito il National Maritime Single Window. L’attuazione di tale Direttiva comporta la necessità di implementare dei servizi di cooperazione applicativa, volti ad attivare l’interoperabilità del sistema  PMIS (Port Management Information System, ossia l’interfaccia unica nazionale per l’invio delle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza dai porti italiani), con i sistemi delle altre pubbliche amministrazioni nazionali coinvolte nella gestione delle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza presso i porti italiani.

Nell’ambito del tavolo tecnico per il coordinamento delle iniziative volte alla semplificazione del ciclo di import-export, al fine di dar seguito al percorso di digitalizzazione e di integrazione dei processi amministrativi con l’Agenzia delle Dogane (già avviato con lo sdoganemento in mare), sono state sviluppate apposite funzionalità aderenti agli schemi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), che facilitano lo svolgimento di alcuni adempimenti amministrativi da parte dell’utenza portuale.

Nello specifico, grazie alla definizione del Visit_ID (metadato generato automaticamente dal sistema PMIS nei porti in cui è installato ovvero rilasciato dai Comandi dei porti in cui lo stesso non è ancora attivo, che rappresenta l’identificativo univoco nazionale della sosta nave, ottenuto aggregando il Locode del porto di scalo, l’anno di riferimento e il numero progressivo della sosta nave nel porto di scalo), è stato possibile attivare dei servizi di interoperabilità tra il sistema PMIS e il sistema AIDA che, in modalità macchina-macchina (M2M), consentono ai soggetti, ex articolo 179 del Codice della Navigazione, tenuti a far pervenire il formulario IMO FAL 2 di poterne disporre all’interno del sistema PMIS2 (maschera A/S dichiarazione di arrivo sezione “allegati”) e dopo averne valutato e verificato la completezza, inoltrarlo all’Autorità Marittima, unitamente agli altri formulari IMO FAL, laddove richiesto.

Qualora il sistema non dovesse rendere disponibile il formulario in questione ovvero fosse necessario modificarne o aggiornarne i contenuti, anche dopo il suo inoltro, i medesimi soggetti potranno continuare a far pervenire le informazioni richieste con le modalità fino ad oggi adottate.

La Direttiva segnala che l’errata indicazione del Visit_ID nel sistema AIDA pregiudica lo scambio dei dati tra i due sistemi con conseguente mancata disponibilità del FAL 2 nel PMIS. La suindicata funzionalità sarà disponibile, in via sperimentale, al fine di testare l’operatività dell’infrastruttura tecnologica, presso i porti dotati del sistema PMIS a far data dal 5 novembre p.v.

 

L’elenco dei porti in questione è disponibile al seguente  link

Nuova versione aggiornata del Manuale del transito.

ottobre 9, 2017 scritto da ·

Con comunicato del 20 Settembre 2017, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli informa che la Commissione europea ha provveduto ad apportare modifiche al Manuale del Transito, evidenziate nel documento di lavoro TAXUD/A2/008/2016/final (allegato al comunicato) al fine di assicurare la piena armonizzazione in ordine all’utilizzo dei codici relativi ai risultati del controllo presso gli uffici doganali di partenza e di destinazione. Gli emendamenti in questione sono applicabili a decorrere dal 1° Ottobre 2017.

Il Comunicato è disponibile al seguente  link

Il Documento TAXUD è disponibile al seguente  link

Accordo Economico e Commerciale Globale (CETA) fra Unione Europea e Canada – Applicazione provvisoria.

ottobre 9, 2017 scritto da ·

Con la nota Prot. 99637/R.U. del 14 settembre 2017, l’Agenzia delle Dogane, nel far seguito alle note prot. 45322/R.U. del 14 aprile 2017 e prot. 70072/R.U. del 15 giugno 2017, riguardanti l’Accordo CETA, rende noto che la Commissione Europea ha emanato un Comunicato ufficiale (Statement /17/1959 in data 8 Luglio 2017, allegato alla nota in commento), con il quale viene fissata al 21 settembre 2017 la data di avvio dell’applicazione provvisoria dell’Accordo Economico e Commerciale Globale (CETA) UE/Canada. L’accordo entrerà definitivamente in vigore una volta che gli Organi parlamentari di tutti gli Stati membri dell’UE avranno ratificato il testo in base ai requisiti costituzionali interni. In conseguenza , le norme di origine recate dal Protocollo origine (pag. 465 e segg. dell’accordo, Allegato 1 – tolleranza tessili – Allegato 2 – modello di dichiarazione di origine – Allegato 3 – modello di dichiarazione del fornitore – Allegato 4 – Ceuta e Melilla – Allegato 5 – regole di origine per prodotto), entrano in applicazione provvisoria dalla predetta data.

Nel confermare il contenuto delle citate note, con riferimento specifico alle procedure relative agli esportatori autorizzati dalle autorità doganali degli Stati membri, inform ache le stesse sono applicabili anche alla luce delle disposizioni di modifica all’articolo 68 del Reg. UE 2015/2447 (previsione di registrazione degli esportatori UE nel sistema REX fuori dall’ambito dell’SPG dell’Unione e quindi nell’ambito di accordi preferenziali reciproci), apportate dal recente Regolamento di esecuzione UE 2017/989 dell’8 giugno 2017.

Le nuove disposizioni, prevedono che, nell’ambito di regimi preferenziali con un Paese terzo in cui si applica il sistema degli esportatori registrati REX (è il caso del CETA), un documento relativo all’origine potrà essere compilato, fino al 31 dicembre 2017, da un esportatore ancora non registrato nel sistema REX a condizione che quest’ultimo abbia lo status di esportatore autorizzato nell’Unione.

La Nota è disponibile al seguente link

Il Comunicato ufficiale della Commissione è disponibile al seguente link

Modifiche al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447

settembre 12, 2017 scritto da ·

Con la nota prot. 89161/RU dell’1 agosto 2017, l’Agenzia delle Dogane segnala che sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea serie L149 del 13 giugno 2017 è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione (UE) 2017/989 della Commissione dell’8 giugno 2017, il quale ha apportato alcune rettifiche e modifiche al Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 (RE) (recante modalità di applicazione di talune disposizioni del Codice doganale dell’Unione), applicabile dal 14 giugno 2017.

Il Regolamento di esecuzione (UE) 2017/989 elenca all’articolo 1 le rettifiche, mentre l’articolo 2 indica le modifiche al R.E. 2015/2447 divenute necessarie a seguito dei mutamenti del quadro giuridico connesso ai procedimenti doganali, intervenuti dopo l’adozione del suddetto Regolamento (UE) 2015/2447.

Tra le modifiche si segnalano quelle all’articolo 62 R.E., rubricato “Dichiarazione a lungo termine del fornitore”. Tale disposizione è stata semplificata e riformulata per consentire al fornitore di rilasciare un’unica dichiarazione che copra sia le merci consegnate entro la data del rilascio della dichiarazione che quelle consegnate dopo tale data. In particolare, il testo dell’art. 62 R.E., prevedeva che le dichiarazioni a lungo termine del fornitore potessero coprire, alternativamente, un periodo nel passato – fino ad un massimo di 12 mesi antecedenti rispetto alla data di compilazione, coincidente con la data di fine validità del periodo coperto – oppure un periodo nel futuro – fino ad un massimo di 24 mesi. Ciò, in concreto, poteva comportare una situazione in cui, nel corso dello stesso anno, potevano essere richieste al fornitore due distinte dichiarazioni, con diversi periodi di validità.

La nuova disposizione, invece, prevede un’unica dichiarazione a lungo termine, con durata massima di 24 mesi, che copre sia le merci già consegnate entro la data di rilascio della dichiarazione, sia quelle che saranno consegnate dopo tale data. La norma modificativa precisa, altresì, che la dichiarazione a lungo termine dovrà riportare tre date: quella in cui la dichiarazione è compilata (data di rilascio); quella di inizio del periodo di validità (data di inizio), che non può essere anteriore a 12 mesi prima della data di rilascio o posteriore a 6 mesi dopo tale data; quella di termine del periodo (data di termine), che non può essere posteriore a 24 mesi dopo la data di rilascio.

Modifiche sono apportate anche all’articolo 68 R.E., rubricato “Registrazione degli esportatori fuori dall’ambito dell’SPG dell’Unione”. La nuova disposizione prevede che un documento relativo all’origine, nell’ambito di regimi preferenziali con un Paese terzo in cui si applica il sistema degli esportatori registrati REX (ad esempio l’Accordo UE/Canada -CETA, non ancora entrato in applicazione provvisoria), può essere compilato esclusivamente da un esportatore registrato dall’autorità doganale di uno Stato membro. Sono tuttavia previste due deroghe: 1) qualora il regime preferenziale applicabile non lo precisi, il valore soglia fino al quale un esportatore non registrato può compilare il predetto documento è pari a 6.000 Euro per ciascuna spedizione; 2) fino al 31 dicembre 2017, un documento relativo all’origine potrà essere compilato da un esportatore non registrato a condizione che quest’ultimo abbia lo status di esportatore autorizzato nell’Unione.

La nuova versione dell’articolo 69, par. 2, R.E., rubricato “Sostituzione delle prove dell’origine preferenziale rilasciate o compilate fuori dall’ambito dell’SPG dell’Unione”, prevede inoltre quale prova di origine sostitutiva di un certificato di circolazione EUR 1, di un altro certificato di origine rilasciato da una PA, di una dichiarazione di origine o una dichiarazione su fattura, il rilascio o la compilazione di uno dei seguenti documenti:

(a) una dichiarazione di origine sostitutiva o una dichiarazione su fattura sostitutiva compilate da un esportatore autorizzato che rispedisce la merce;

(b) una dichiarazione di origine sostitutiva, una dichiarazione su fattura sostitutiva o un’attestazione di origine sostitutiva compilate da qualsiasi rispeditore delle merci, se il valore totale dei prodotti originari della partita iniziale da frazionare non supera il valore soglia applicabile;

(c) una dichiarazione di origine sostitutiva, una dichiarazione su fattura sostitutiva o un’attestazione di origine sostitutiva compilate da qualsiasi rispeditore delle merci, se il valore totale dei prodotti originari della partita iniziale da frazionare supera il valore soglia applicabile e il rispeditore allega una copia della prova di origine iniziale alla dichiarazione di origine sostitutiva, alla dichiarazione su fattura sostitutiva o all’attestazione di origine sostitutiva;

(d) un certificato di circolazione EUR 1 rilasciato dall’ufficio doganale sotto il cui controllo sono poste le merci, a condizione che il rispeditore non sia un esportatore autorizzato o un esportatore registrato e non consenta che una copia della prova iniziale sia allegata alla prova sostitutiva, e che il valore totale dei prodotti originari spediti inizialmente superi il valore soglia applicabile al di sopra del quale l’esportatore, per fornire una prova sostitutiva, deve essere esportatore autorizzato o registrato;

(e) una attestazione di origine sostitutiva compilata da un esportatore registrato che rispedisce la merce.

Per gli ulteriori dettagli, si rinvia al testo della nota.

La Nota è disponibile al seguente  link

Il Regolamento è disponibile al seguente  link

Grecia: prorogata l’esclusione dall’elenco dei paesi con rischi assicurabili sul mercato.

settembre 12, 2017 scritto da ·

La comunicazione della Commissione agli Stati membri sull’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea all’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine stabilisce (punto 13) che gli assicuratori statali non possono fornire assicurazione del credito all’esportazione a breve termine per i rischi assicurabili sul mercato. I «rischi assicurabili sul mercato» sono definiti al punto 9 come rischi commerciali e politici con durata massima inferiore a due anni, inerenti ad acquirenti pubblici e non pubblici nei paesi elencati nell’allegato della comunicazione. Come conseguenza della difficile situazione in Grecia, dal 2012 è stata constatata una mancanza di capacità di assicurazione o riassicurazione per coprire le esportazioni verso la Grecia. La Commissione ha quindi in un primo tempo modificato la comunicazione eliminando temporaneamente la Grecia dall’elenco dei paesi con rischi assicurabili sul mercato nel 2013, 2014, nei primi sei mesi del 2015, nel giugno 2015 e nel giugno 2016. Con la Comunicazione (2017/C 206/01), la Commissione europea ritiene che in Grecia tuttora manchi una sufficiente capacità assicurativa privata per coprire tutti i rischi economicamente giustificabili e ha deciso di prorogare l’esclusione della Grecia dall’elenco dei paesi con rischi assicurabili sul mercato fino al 30 giugno 2018.

 

La Comunicazione è disponibile al seguente  link

 

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