Modifiche alla disciplina del marchio dell’Unione europea

6 aprile, 2016 scritto da  This page as PDF Stampa Articolo Invia Articolo per Email

Europa Europe 3D

Con la nota prot. 35352/RU del 22 marzo 2016, l’Agenzia delle Dogane informa che il 23 marzo 2016 è entrato in vigore il Regolamento (UE) n. 2424/2015 del 16 dicembre 2015, che apporta modifiche alla disciplina del marchio comunitario, ora “marchio dell’Unione europea”, recata dal Regolamento n. 207/2009 e che comporta  effetti anche con riferimento all’attività doganale per l’espresso richiamo, effettuato nel considerando n. 16 e nell’art. 1, punto 111, al Reg. (UE) n. 608/2013.

Considerato che il rafforzamento della protezione dei marchi e la lotta efficace alla contraffazione sono fondamentali compiti dell’Autorità doganale, la Commissione europea (DG TAXUD) emanerà a breve dei chiarimenti sull’impatto doganale del presente pacchetto di riforma dei marchi dell’Unione europea che saranno presto resi disponibili. Nelle more di tali linee guida, l’Agenzia fornisce alcune indicazioni, suscettibili di eventuale integrazione. In particolare l’Agenzia sottolinea che nell’effettuare i controlli doganali, le autorità doganali dovrebbero avvalersi dei poteri e delle procedure definiti dal regolamento (UE) n.608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, anche su richiesta dei titolari. In particolare, le autorità doganali dovrebbero svolgere i controlli pertinenti in base a criteri di analisi del rischio. Le disposizioni del novellato regolamento (UE) n. 207/2009 si riferiscono esclusivamente ai marchi unionali e non sono quindi applicabili alle altre categorie di diritti di proprietà intellettuale (es. indicazioni geografiche, marchi nazionali) oggetto di tutela doganale ai sensi del Regolamento n. 608/2013. Viene altresì precisato che, per quanto riguarda la protezione del marchio nazionale o del Benelux, disposizioni analoghe a quelle recate dal regolamento oggetto delle presenti istruzioni sono contenute nella Direttiva (UE) n. 2436/2015 che troverà applicazione una volta recepita nelle legislazioni nazionali dei singoli Stati membri.

Per ulteriori dettagli si rinvia alla nota in commento.  

 

La nota dell’Agenzia è disponibile al seguente link