Doganalisti, da categorie professionali soluzioni concrete per uscire da crisi

5 agosto, 2013 scritto da  This page as PDF Stampa Articolo Invia Articolo per Email

De Mari: “Prestare maggiore attenzione alla valorizzazione di una logistica intesa come risorsa distributiva”.

Roma, 19 feb. (Labitalia) – “In un periodo di crisi economica e di valori nel nostro Paese l’apporto qualificato del mondo professionale appare fondamentale per proporre soluzioni concrete alla crescita e allo sviluppo economico”. Così Giovanni De Mari, presidente del Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali, in occasione del ‘Professional day’. “Per quanto riguarda il comparto della logistica – spiega – l’Italia deve ancora fare i conti con pesanti carenze infrastrutturali, con forti ritardi nello sviluppo dell’intermodalità, con una complessità normativa che caratterizza il settore dei trasporti che altri Stati membri dell’Unione europea nostri diretti competitor non hanno”.

“A tal riguardo – fa notare – si è stimato che i costi per inadeguatezza logistica in Italia pesano per 40 miliardi di euro l’anno. Bisogna, quindi, prestare maggiore attenzione alla valorizzazione di una logistica intesa come risorsa distributiva, vale a dire insieme di attività finalizzate non soltanto alla mera distribuzione della merce, ma destinate anche ad apportare un valore aggiunto alle merci, in termini di servizi e attività complementari come quello del momento doganale. Il momento – continua Giovanni De Mari – in cui confluiscono tutti i controlli effettuati dai vari organismi istituzionali (18 enti in Italia) preposti alla vigilanza sull’interscambio delle merci, non può essere considerato avulso dalla realtà degli scambi internazionali”.

“Esso – avverte – deve divenire il nucleo centrale di tutte quelle attività tese non solo a presidiare la regolarità e la sicurezza degli scambi internazionali, ma anche ad assicurarne lo sviluppo. Noi doganalisti crediamo che la situazione descritta possa essere corretta nell’immediato con alcune azioni a costo zero per lo Stato, quali, ad esempio: un’organizzazione più flessibile degli uffici pubblici preposti ai controlli e un coordinamento degli orari di apertura degli stessi per tutti 8-18. L’attuazione dello sportello doganale previsto sia dalla normativa europea che nazionale – dice De Mari – assume un ruolo di vitale importanza per il coordinamento delle azioni di controllo da parte dei vari enti a ciò deputati e consente di rimediare alla segmentazione di competenze che caratterizza il nostro Paese”.

Articolo originale: sito web ADN Kronos IGN _ Labitalia del 18.03.2013

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