Doganalisti, semplificare controlli dogana italiana con Sportello unico. De Mari, agire a livello europeo.

18 marzo, 2013 scritto da   Stampa Articolo Invia Articolo per Email

Napoli, 18 mar. (Labitalia) – “Occorre semplificare i controlli alla dogana italiana, anche attraverso una seria attivazione dello Sportello unico doganale, per recuperare molti milioni di euro di gettito fiscale e indotto, e rafforzare i controlli sul territorio, unico vero contrasto all’illegalità”. Questo il messaggio lanciato Giovanni De Mari, presidente del Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali, al seminario ‘Il futuro dei rappresentanti doganali e dei customs brokers’, organizzato dalla Confederazione internazionale degli agenti doganali e dalla Federazione italiana delle associazioni territorialmente localizzate di doganalisti. “E’ a livello europeo – osserva – che occorre agire per ridurre gli spazi che oggi esistono per portare sul nostro mercato interno merci non in regola. Abbiamo stimato che recuperando i traffici di merce destinati all’Italia, che oggi transitano per scali stranieri, il fisco italiano incasserebbe dazi per circa 180 milioni di euro, e si creerebbero 12.000 posti di lavoro nel comparto logistico”. “Se attraverso le misure da noi proposte – continua Giovanni De Mari – si riuscisse ad accelerare i tempi di sdoganamento della merce attraverso un incremento dei livelli di efficienza dell’amministrazione doganale, a migliorare le varie procedure che attengono alle singole fasi di un’operazione di commercio internazionale e a ridefinire in maniera più snella i modelli organizzativi dei vari enti di controllo (coordinandone maggiormente l’azione), si potrebbe ipotizzare un parziale recupero dei traffici in fuga dal nostro Paese, aumentando il volume complessivo di entrate sia a favore dello Stato che del settore privato. In questo modo, l’Italia potrebbe recuperare circa 515,25 miliardi di euro”.

“Sono stata relatrice del parere per la modernizzazione delle dogane – ha aggiunto Cristiana Muscardini, vicepresidente della commissione Pe per il Commercio internazionale – e del testo del nuovo codice doganale comunitario che, così come presentato dalla Commissione europea, non ci sembrava andare nella giusta direzione”. “Il mio impegno – ricorda – è stato quello di suscitare un dibattito e di inserire nel testo alcuni aspetti fondamentali, tra cui una maggiore razionalizzazione e armonizzazione delle regole doganali, una spinta per l’informatizzazione delle dogane comunitarie, controlli fisici delle merci in tutte le dogane con eguali modalità, armonizzazione del prelievo dell’Iva sulle importazioni. Infine, ho voluto sottolineare l’importanza di garantire parità di trattamento degli operatori economici autorizzati per l’uniformità dei controlli”.

Articolo originale: sito web ADN Kronos IGN _ Labitalia del 18.03.2013

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